Banca Popolare di Bari, il Gip archivia l’indagine per la vicenda Tercas

17 marzo 2018 10:280 commentiVisualizzazioni: 128

Svolta nel procedimento legato all’acquisizione del Gruppo Bancario Tercas. Infatti, il Gip ha disposto l’archiviazione per i vertici della Banca Popolare di Bari. Questi ultimi erano stati indagati in riferimento a due operazioni ben specifiche legate ad aumento di capitale che miravano proprio all’acquisizione del Gruppo Tercas.

Così, l’accusa di associazione a delinquere in riferimento all’acquisizione di Tercas, che sarebbe stata messa in atto, dalle alte cariche della Banca Popolare di Bari, è stata archiviata. Il Gip del Tribunale di Bari, Francesco Pellecchia, ha accolto, ma solo parzialmente, la richiesta da archiviazione che era stata presentata da parte di Roberto Rossi, procuratore aggiunto della Repubblica.

La situazione è parsa fin subito chiara al Gip, che ha messo in evidenza come tali aumenti di capitale non potessero essere ritenuti strumentali alla commissione in maniera indiscriminata di diversi delitti di truffa aggravata. Quindi, non esiste nessuna condotta a delinquere perpetrata da parte dei vertici della Popolare di Bari nel corso dell’acquisizione della Cassa di Risparmio di Teramo, ovvero il Gruppo Tercas.

È stato il Procuratore della Repubblica Roberto Rossi a richiedere l’archiviazione parziale del procedimento. Tutto questo dopo aver studiato in modo approfondito la possibile applicazione degli elementi del reato associativo alla fattispecie dedotta in giudizio. Nessuna associazione a delinquere: anzi, non si sono potuti configurare nemmeno in via astratta gli estremi per una prospettiva accusatoria del genere.

L’inchiesta si conclude rafforzando di fatto la posizione della Banca Popolare di Bari. La vicenda era partita in seguito ad una denuncia verso l’istituto pugliese proveniente da un ex funzionario (licenziato per giusta causa) della Cassa di Risparmio di Teramo. Accuse motivate unicamente da rancore secondo la Popolare di Bari che, però, non ha voluto permettere che rimanessero prive di risposta. Da qui la richiesta di fare chiarezza tramite un’indagine, denunciando a sua volta l’ex funzionario.