Borsa, l’Italia trasferisce il sistema di regolamento titoli sulla piattaforma europea

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A seguito di sette anni di lavori, sei mesi di test e due di ritardo, l’Italia ha trasferito ieri mattina il suo sistema di regolamento titoli.

Il trasferimento concerne 250mila posizioni su azioni, bond e titoli di Stato di banche e loro clienti, oltre che circa 80mila ordini di acquisto e vendita immessi tra giovedì e venerdì, e che saranno perfezionati da domani sulla piattaforma Target 2 Securities. Una macchina che sta a quella usata da Monte Titoli (la società della Borsa Italiana che gestisce il sistema finora, e passerà la mano a un consorzio di banche centrali tra cui Bankitalia) come la vigilanza unica bancaria a quella nostrana. Ed è un puntello importante della nuova architettura unica dei mercati (Cmu) che la Commissione europea intende introdurre nei prossimi anni.

I vantaggi, secondo il presidente della Bce Mario Draghi, saranno «enormi, con mercati più integrati che permetteranno all’Europa di assorbire meglio gli choc economici futuri». Anche i risparmiatori dovrebbero avere il loro utile: finora costa 4-5 euro farsi acquistare o vendere dalla propria banca un titolo dell’Eurozona; ma da domani le negoziazioni in euro saranno, come dice l’ad di Monte Titoli Mauro Dognini, «il nuovo standard domestico». Pertanto le commissioni dovrebbero ridursi fino al 90%, perché operare sui titoli italiani oggi costa circa 0,50 euro alla volta.

L’Italia doveva far parte della prima onda dei paesi aderenti alla nuova piattaforma europea, insieme a Malta, Grecia, Romania e alla Svizzera per i soli scambi in euro. Ma la stazza del suo mercato, da oltre 100 miliardi di euro al giorno – circa il 97% dei volumi dei paesi di prima migrazione – ha fatto sì che le banche clienti di Monte Titoli chiedessero più tempo per i test, iniziati a marzo e da terminare a giugno.

 

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