Brasile, difficoltà sul mercato auto per Fca

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A Fca non bastano i ritmi di crescita impressionanti negli Stati Uniti, dove indiscrezioni riprese da Bloomberg nei giorni scorsi dicono che a giugno avrebbe superato in vendite al retail addirittura la Ford, e il sensibile miglioramento del mercato in Europa. Il Brasile pesa su Fiat Chrysler e ne affossa le quotazioni in Borsa.

Se ieri i dati di vendita in Usa e Italia avevano inizialmente sostenuto le quotazioni, poi penalizzate dall’inversione di marcia dei listini, la diffusione delle immatricolazioni sul mercato brasiliano riporta le Fca ai valori di due mesi fa. Il titolo è oggi il peggiore del Ftse Mib, che nel complesso oscilla intorno alla pari, e tratta ai livelli segnati in chiusura lo scorso 6 maggio.

A giugno, secondo i dati Fenabrave, sono state immatricolate 205mila vetture, un calo del 18% rispetto allo stesso mese 2014 che porta a -20% il bilancio da inizio 2015. Per il gruppo italo-americano, la contrazione è del 28% per giugno (37mila le vendite) e 31% da inizio anno. Banca Akros stima che complessivamente nel secondo trimestre Fca abbia venduto a livello globale 1,24 milioni di veicoli (+1% circa anno su anno) e che, soprattutto le performance in Brasile, renda più difficile centrare i target di vendita annua del gruppo (indicati tra 4,8 e 5 milioni di veicoli) quantomeno con riferimento alla parte alta del range.

Il numero uno del gruppo, Sergio Marchionne, è intervenuto a fine giornata: “I nostri obiettivi finanziari non cambiano”, ha detto nell’ambito della presentazione della nuova 500. “Mi aspetto non meno di 10 miliardi di euro” dalla quotazione della Ferrari, ha poi aggiunto rispondendo “probabilmente sì” alla domanda se la sede legale del Cavallino rampante possa essere spostata in Olanda.

 

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