Elezioni e referendum influenzano i tassi di cambio

6 dicembre 2016 10:390 commentiVisualizzazioni: 363

elezioniLa chiamata alle urne, l’andamento politico e sociale condizionano l’aspetto economico di un paese

Determinante osservare con attenzione la realtà di un territorio prima di compiere operazioni nel mercato forex

E’ un dato di fatto che i tassi di cambio risentano notevolmente dell’andamento politico e sociale di un paese.

Elementi quali le elezioni politiche, i referendum, i cambi ai vertici dei governi influenzano i tassi di cambio.

Esempi specifici ci arrivano da eventi di grande portata che hanno caratterizzato, ed ancora lo stanno facendo, la cronaca di questo 2016.

Se l’anno in corso può fare i conti con un interessante aumento della ricchezza mondiale, è innegabile che parliamo di una crescita che si attesta su livelli più bassi rispetto ai periodi pre-crisi finanziaria, vissuti un po’ ovunque nel mondo.

Ma a frenare o cambiare il volto dell’economia sono ancora fattori politici e sociali.

Consideriamo la Brexit, il referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea,  lo scorso 23 giugno.

Come rivela l’ultimo Global Wealth Report per effetto della Brexit ‘le famiglie nel Regno Unito hanno perso un patrimonio pari a 1.500 miliardi di dollari’.

Il programma di bilancio, presentato mercoledì 23 novembre dal Cancelliere dello Scacchiere, così come viene definito in  Gran Bretagna il ministro del tesoro Philip Hammond, ha messo in evidenza quello che la stampa non ha stentato a definire un vero e proprio ‘buco nero’ pari a 58 miliardi di sterline, che interesserà il deficit britannico.
Il calo della ricchezza si può imputare alle conseguenze che il voto sulla Brexit ha innescato, effetti che hanno portato ad una flessione dei tassi di cambio e dei valori della Borsa.

A salire sul banco degli imputati, causa diretta del disavanzo, sarà la frenata della crescita conseguenza diretta dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Anche le elezioni presidenziali negli Usa hanno prodotto continui alti e bassi nei tassi di cambio.

Il cambio euro-dollaro nell’ultima settimana delle elezioni, per portare un esempio concreto, ha messo  a segno cinque giornate di fila di autentico ribasso ed un nuovo minimo storico.

L’aiuto ai mercati è arrivato dall’aver intravvisto i segni di un’inversione di tendenza nella politica del nuovo presidente. La sensazione che abbia deciso di accantonare gli atteggiamenti più estremi per lasciare spazio ad una linea economica, che potrebbe portare benefici al paese, ha aiutato i tassi di cambio.
Panorama inaspettato con la vittoria di Donald Trump che ha fatto schizzare i mercati, rafforzando soprattutto la posizione del dollaro nei rapporti di cambio.

Guardando alle vicende di casa nostra in Italia la forte indecisione e il presunto vantaggio del ‘no‘, in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre, rischiano di produrre l’alta volatilità nei mercati‘ come sottolinea la Banca d’Italia.

Il tasso di cambio, accanto ad indicatori quali i tassi di interesse, e il grado di inflazione, è capace di condizionare l’aspetto economico di un paese, ed è un elemento determinante di quotazione quando si compiono operazioni nel mercato forex.

Determinato dal valore delle valute, che gravitano sul mercato internazionale, il tasso di cambio porta su di se un fardello gravoso. I tassi di cambio infatti giocano un ruolo fondamentale in ambito commerciale, un elemento determinante perchè ogni economia di mercato possa essere considerata davvero libera.

Le valute sono un indice finanziario decisamente importante, sicuramente quello verso il quale analisti, economisti, e chi si occupa stabilmente di finanza, riversano maggiore attenzione.

Le banche centrali di norma pubblicano il valore della propria valuta sui mercati mondiali, una volta al giorno, per fornire indicazioni essenziali.

tassi di cambio sono un elemento centrale anche per chi decide di investire, soprattutto perchè sono in grado di condizionare il rendimento dei valori impegnati.

E’ un dato di fatto che tassi di interesse e di cambio e inflazione siano legati a doppio filo. Le banche centrali possono giocare un ruolo fondamentale andando a modificare i tassi di interesse.

A tassi di interesse più alti corrisponde un rendimento economico più elevato per i creditori, e va da se che siano in molti ad investire nuovi capitali, dopo aver però controllato il valore dell’inflazione che, se troppo elevata, fa da effetto frenante.

 

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