Internet e telecomunicazioni verso un mercato unico

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Jean-Claude Juncker ha le idee chiare e intende renderle prima possibile una realtà. In mente ha sedici azioni da realizzare entro il prossimo anno, a partire da nuove regole per il settore delle telecomunicazioni e continuando con investimenti nella banda larga.

Si passerà poi alla revisione dell’Iva, delle regole su copyright ed e-privacy, delle piattaforme online, dei servizi audiovisivi, satellitari e via cavo, e-commerce, fine del geo-blocking e dei prezzi ingiustificati dei corrieri. E’ la nuova strategia per il mercato unico digitale della Commissione Ue.

Il presidente vuole vedere reti tlc pancontinentali e servizi digitali transfrontalieri, questo è solo l’inizio.

Attualmente, secondo i dati dell’esecutivo di Bruxelles, solo il 15% dei cittadini europei effettua acquisti online da un altro Stato membro e solo il 7% delle piccole e medie imprese vende all’estero. Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato che “oggi abbiamo gettato le basi per il futuro digitale dell’Europa. Voglio assistere alla creazione di reti di telecomunicazioni su scala continentale, servizi digitali che attraversano le frontiere e una moltitudine di start-up europee innovative”.

Per migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali la Commissione proporrà di introdurre norme per agevolare il commercio elettronico transfrontaliero, garantire un’attuazione più rapida ed omogenea delle norme di protezione dei consumatori, assicurare servizi di consegna dei pacchi più efficienti e a prezzi accessibili ed eliminare il blocco geografico ingiustificato. Inoltre la Commissione punta ad aggiornare la legislazione sul diritto d’autore e rivedere la direttiva sulla trasmissione via satellite e via cavo.

Altri interventi previsti dalla Commissione europea contemplano la revisione della regolamentazione europea in materia di telecomunicazioni, il riesame il quadro dei media audiovisivi e l’analisi del ruolo delle piattaforme online nel mercato. Nessun accenno da parte di Juncker ai vari problemi, soprattutto fiscali sollevati dalle compravendite transfrontaliere e dalle dispute tra i vari governi e le multinazionali regine dell’online.

 

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