Agente di cambio

Intermediario finanziario che cerca e acquista per conto di un cliente il prodotto che presenta il miglior rapporto qualità-prezzo.

23 febbraio 2013 10:270 commentiVisualizzazioni: 452

eventiL’agente di cambio si configura come un intermediario finanziario che si occupa di cercare e acquistare per conto di un cliente, nel mercato di riferimento, il prodotto che presenta il miglior rapporto qualità-prezzo.

In inglese il termine si traduce con “stock broker“, spesso accorciato in broker, da broking, cioè “intermediazione”.

Esistono due differenze molto importanti tra la figura dell’agente di cambio e la figura del dealer.

Una differenza fondamentale si base sul concetto di rischio:

– nel caso dell’agente di cambio il rischio ricade in seno al cliente che gli richiede un determinato ordine;

– nel caso del dealer, invece, la responsabilità è dell’intermediario stesso.

Per quanto riguarda il dealer, anche se costui prende a titolo di prestito risorse finanziarie da una banca o da privati, si colloca proprio nella natura del contratto di prestito la motivazione della responsabilità dell’intermediario. In questo caso, infatti, il prestatore non la facoltà di stabilire come il dealer deve utilizzare le risorse prestate, ma può soltanto richiedere la restituzione del capitale al termine e gli interessi relativi ad esso legati.

Il ruolo dell’agente di cambio ha una natura differente rispetto al ruolo del dealer: l’agente di cambio è, principalmente, un operatore in cui si limitano a convergere domanda ed offerta di strumenti finanziari, ma è di per sé un attore passivo nell’ambito delle contrattazioni. Infatti, egli non può eseguire proposte sue sul mercato ma si limita ad eseguire quelle dei clienti. Il dealer invece è interpretato maggiormente come uno “speculatore” in quanto sulla base delle informazioni da lui possedute, utilizza opportunità offertegli dal mercato mediante l’acquisto di titoli quando sono sottovalutati e la loro rivendita quando sono a rialzo.

L’ordinamento italiano contempla che per entrambe le figure l’attività sia esercitata in veste di società per azioni.