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    Aggiotaggio

     Si parla di aggiotaggio nel caso in cui si verifichi un reato, disciplinato dal codice penale all’articolo 501. Tale articolo, che prende il titolo “Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio”, e che recita:

    «Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 a 25.822

    Se l’aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica, le pene sono aumentate.

    Le pene sono raddoppiate:

    1. se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri;

    2. se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli dello Stato, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo.

    Le pene stabilite nelle disposizioni precedenti si applicano anche se il fatto è commesso all’estero, in danno della valuta nazionale o di titoli pubblici italiani.

    La condanna importa l’interdizione dai pubblici uffici».

    L’etimologia del termine è solitamente riferita alla parola in francese agiotàge, derivata dal sostantivo italiano aggio, inteso come «vantaggio, opportunità che si dà o si riceve per aggiustamento della valuta di una moneta a quella di un’altra, ovvero per barattare la moneta peggiore nella migliore»

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