Aggiudicazione

Atto giuridico che individua il soggetto al quale viene venduto un bene o con il quale è stato chiuso un contratto per l'acquisizione di beni o servizi.

22 febbraio 2013 20:090 commentiVisualizzazioni: 448

castelloL’aggiudicazione altro non è che l’atto giuridico che individua il soggetto (aggiudicatario) al quale viene venduto un bene o con il quale è stato chiuso un contratto per l’acquisizione di beni o servizi, in esito ad un’asta o altra prassi in cui più soggetti possono presentae la loro offerta affinché venga scelta la migliore.

Contratti pubblici

Restando all’interno dell’ordinamento italiano, terminano con l’atto di aggiudicazione le procedure di natura pubblica per l’affidamento degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi e delle concessioni di lavori e servizi, la cui disciplina è contemplata nel D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture).

Questo statuisce quanto segue:

le procedure di affidamento selezionano la migliore offerta; al termine delle stesse è dichiarata l’aggiudicazione provvisoria a favore del miglior offerente (art. 11, comma 4), in seduta pubblica da parte dell’autorità che la presiede;

l’aggiudicazione provvisoria viene messa al vaglio dell’approvazione dell’organo competente, secondo l’ordinamento della stazione appaltante, in esito alla quale si procede all’aggiudicazione definitiva (art. 11, comma 5); se l’organo competente non si pronuncia nel termine previsto da detto ordinamento o, in mancanza, entro 30 giorni, l’aggiudicazione provvisoria s’intende approvata (art. 12, comma 1); l’aggiudicazione definitiva è comunicata, entro 5 giorni, all’aggiudicatario e agli altri concorrenti che potrebbero ricorrere contro di essa (art. 79, comma 5);

l’aggiudicazione definitiva non equivale ad accettazione dell’offerta (e, quindi, a conclusione del contratto, come avveniva in passato) divenendo efficace solo dopo la verifica che l’aggiudicatario possiede i requisiti prescritti (art. 11, commi 7 e 8);

divenuta efficace l’aggiudicazione definitiva, la stipulazione del contratto ha luogo nei successivi 60 giorni (salvo sia previsto un diverso termine nel bando o nell’invito ad offrire oppure sia stato concordato con l’aggiudicatario il differimento), in caso contrario l’aggiudicatario può, mediante atto notificato alla stazione appaltante, sciogliersi da ogni vincolo, senza diritto ad alcun indennizzo, salvo il rimborso delle spese contrattuali documentate (art. 11, comma 9); d’altra parte, il contratto non può, di regola, essere stipulato prima di 35 giorni dall’invio dell’ultima delle comunicazioni ai concorrenti del provvedimento di aggiudicazione definitiva (art. 11, comma 10).

L’aggiudicazione provvisoria è, dunque, un atto amministrativo endoprocedimentale e, come tale, non può essere autonomamente impugnata con ricorso al giudice amministrativo. Invece, l’aggiudicazione definitiva è il provvedimento amministrativo terminale del procedimento e può, quindi, essere impugnata con ricorso al TAR nel termine di 30 giorni dalla comunicazione (ridotto rispetto ai 60 giorni previsti per la generalità dei provvedimenti amministrativi). Poiché con il D.Lgs. 163/2006 l’aggiudicazione definitiva non equivale più ad accettazione dell’offerta, cade la ricostruzione dottrinale, basata sulla previgente disciplina, che gli attribuiva natura mista, di provvedimento amministrativo e negozio giuridico di diritto privato.