Arrotondamento in fattura

10 aprile 2013 19:310 commentiVisualizzazioni: 2477

ECONOMIA FINANZA SOLDISappiamo che l’arrotondamento si configura come la prassi che viene adottata al fine di semplificare il controllo delle operazioni finanziarie. Parliamo di quelle operazioni di natura finanziaria che consistono nel vincolare a un numero prefissato di cifre decimali la precisione delle quotazioni o dei prezzi dei beni di investimento. In questo modo si limitano le possibilità di errore o di mancata corrispondenza tra gli incrementi che devono essere scambiati in ogni operazione.

L’art.21 del DPR 633/72 disciplina che la fattura debba indicare, tra gli altri dati, anche l’aliquota, l’ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro.

In altri termini, in fattura, la base imponibile e l’imposta necessitano di arrotondamento al secondo decimale. Di conseguenza, anche il totale esposto in fattura, il quale è dato dalla somma di base imponibile ed imposta ed eventuali somme non soggette ad IVA, sarà arrotondato al secondo decimale.

Nel caso di importi con tre decimali, l’arrotondamento va eseguito nel modo seguente:

Nel caso in cui il terzo decimale è maggiore o uguale a 5, occorre arrotondare al centesimo di euro superiore (es: 12,325 – arrotondato 12,33);

Nel caso in cui  al terzo decimale è inferiore a 5, occorre arrotondare al centesimo di euro inferiore (es.: 12,324 – arrotondato 12,32).