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    Bancarotta

     Il termine bancarotta deriva dal gergo dei banchieri genovesi, che usavano rompere le casse o i banchi dei banchieri che, per dolo o per negligenza, era divenuto insolvente.

    Nell’uso moderno il termine indica un reato fallimentare riconducibile ad una attività di dissimulazione, da parte di un soggetto economico, delle proprie disponibilità economiche o ad azioni di destabilizzazione del patrimonio, onde creare una situazione di impossibilità di ripagare i debiti nei confronti dei debitori (banche, investitori etc).

    Principali tipologie di bancarotta

    Bancarotta semplice: un imprenditore è accusato di bancarotta semplice quando le sue azioni non sono state adatte a risolvere la situazione pre fallimentare (spese eccessive, investimento aleatori, mancata dichiarazione di fallimento etc) in relazione alla sua reale situazione economica.

    Bancarotta fraudolenta: si tratta di un’accusa aggravata dal dolo, di cui viene accusato l’imprenditore che dissimuli, distragga o falsifichi la documentazione della sua situazione economica al fine di recare un danno ai creditori.

    La normativa italiana sulla bancarotta

    Il reato di bancarotta in Italia esiste per una norma del Regio Decreto del 16 marzo 1942, n. 267, art. 216 e seguenti, che si basa sul concetto di fallimento. La bancarotta è un reato di cui possono essere accusati solo soggetti economici, quali società, aziende e simili, ma non privati cittadini.

     

     

     

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