Bank run

11 aprile 2013 19:380 commentiVisualizzazioni: 68

banca centraleIl bank run (traducibile in italiano con “corsa alla banca” o ancor meglio con “corsa agli sportelli”) si configura come un fenomeno tipico dei periodi di crisi economica e finanzira. Accade nel momento in cui un elevato numero di clienti di una banca prelevano contemporaneamente tutti i loro depositi per timore che la banca venga resa insolvente.

Tale accadimento provoca una scossa alla banca stessa, che spesso vai in fallimento.

Il fallimento è provocato dal fatto che la banca possiede solo una parte dei depositi, mentre la maggior parte viene investita, o meglio, utilizzata per espletare la sua funzione di istituto creditizio.

In altri termini, la banca non trattiene i fondi in cassa ma li cede in prestito a terzi. In caso di prelievo “di massa” da parte dei clienti, di conseguenza, la banca non ha i fondi necessari per fronteggiare le numerosissime richieste di prelievo, e dunque diventa insolvente. Ciò comporta la bancarotta dell’istituto stesso.

Il depositante sta prestando somme di denaro alla banca definito risparmio ed è solitamente garantito – fino ad una certa somma – da un fondo interbancario di tutela dei depositi. Succede spesso che, tuttavia questo non basta a scongiurare la sfiducia e la corsa agli sportelli.

Si ha un momento di panico bancario quando questo accadimento si verifica contemporaneamente per diversi istituti. In questo caso, il fallimento di più istituti di credito, può portare anche ad una recessione economica.

Considerate le conseguenze sociali e per il sistema finanziario, in caso di fallimento bancario intervengono per il salvataggio degli istituti in crisi, la stessa banca centrale, con il prestito di ultima istanza erogato tramite le operazioni di mercato aperto, oppure il Governo. L’intervento del Governo si perfeziona nell’ordine ad altri istituti o soggetti terzi di comprare le azioni o fare credito alle banche in via di fallimento, nella conversione forzata dei debiti in azioni (opzione convertendo per i creditori), nell’obbligo per gli azionisti di sottoscrivere un aumento di capitale sociale a pagamento.