Bias comportamentale

I comportamenti degli investitori non sempre rispondono a criteri di razionalità, in quanto le scelte finanziarie non sempre vengono considerate come una parte integrante della propria vita, ma come se si riferissero a qualcosa di esterno.

6 dicembre 2012 19:150 commentiVisualizzazioni: 1244

Anche se ogni individuo tende a comportarsi in una maniera propria e differente da quella degli altri, nello studio delle tendenze degli investimenti si è arrivati ad ipotizzare che esistono delle tendenze sistematiche di investimento che, nella teoria finanziaria, sono state definite come bias comportamentali. 

Queste tendenze, essendo il frutto del comportamento irrazionale degli investitori e non di una valutazione precisa e attenta delle informazioni che passano i mercati, hanno delle conseguenze negative sui rendimenti.

Tra i bias comportamentali che si sono registrati più spesso si trovano:

– bias generato da un’eccessiva fiducia in se stessi: tendenza a considerare sicuri (o non sicuri) eventi senza un’analisi delle informazioni;

– bias della rappresentatività: mancata analisi delle caratteristiche di un oggetto finanziario;

– bias della tendenza a non cambiare idea: tendenza a non prendere in considerazione gli elementi contrari all’opinione che ci si è creati.

Oltre a questi, esistono altre tipologie di bias comportamentali, e tutte hanno lo stesso effetto sul rendimento degli investimenti effettuati: la scelta dei titoli sarà sempre dettata da elementi non rilevanti o che non tengono conto delle informazioni di base dei mercati, portando l’investitore a effettuare contrattazioni a prezzi sistematicamente sbagliati.

Come dimostrano le ricerche, anche se non si può definire con esattezza matematica l’influenza dei bias comportamentali sui rendimenti, gli investitori che mostrano uno o più bias comportamentali hanno .