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    Bolla speculativa

     Termine tanto caro agli analisti, la bolla speculativa definisce un aumento dei prezzi, riferito principalmente al mercato azionario ma non solo, di un determinato bene o prodotto in un arco di tempo limitato.

    L’aumento del prezzo deriva da una crescita della domanda. L’aumento della domanda di un bene, prodotto o servizio, può avvenire per diverse cause, tra le quali un forte entusiasmo per una novità, soprattutto se a questa sono legate delle ampie aspettative di rendimento.

    Stante la quantità disponibile di quel bene o di quel servizio, se la domanda aumenta, conseguentemente aumenta anche il prezzo, fatto questo, che spesso viene visto come ulteriore conferma della bontà dello stesso. E il fenomeno continua fino a che la bolla scoppia e il bene o servizio in questione crolla.

    Le principali motivazioni che portano allo scoppio di una bolla speculativa sono:

    1. mancanza di nuovi investitori disposti a pagare un prezzo ormai troppo elevato;
    2. vendita del bene e servizio da parte di chi lo ha acquistato che spera, così, di massimizzarne il rendimento;
    3. ridimensionamento delle prospettive di guadagno 

    In economia, il processo che porta alla creazione e allo scoppio di una bolla speculativa è diviso in tre fasi:

    Fase di accumulazione: dopo l’aumento degli investimenti di privati su quel bene o servizio arrivano quelli istituzionali;

    Bolla speculativa: è la fase prettamente rialzista, in cui i prezzi raggiungono il loro livello più elevato;

    Scoppio della bolla: crollo improvviso del mercato che porta al ridimensionamento dei prezzi e, quindi, la perdita quasi totale dell’investimento fatto dai privati.

     

     

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