Contratto a termine

Prodotto di tesoreria con il quale quale due controparti stabiliscono di scambiarsi a scadenza, a prezzi previsti in precedenza, uno specifico bene.

31 Gennaio 2013 12:290 commentiVisualizzazioni: 22

 Un contratto a termine (altrimenti detto Forward) si configura come un prodotto di tesoreria con il quale quale due controparti stabiliscono di scambiarsi a scadenza, a prezzi previsti in precedenza, uno specifico bene. Il forward, generalmente, consta di due operazioni:

Spot: scambio di due valute con consegna di due giorni lavorativi successivamente al deal;

Outright: l’operazione medesima ma di segno inverso, a seguito di almeno tre giorni lavorativi.

In altri termini, la controparte che acquista “euro” a pronti e vende “USD” (spot) con tale contratto si impegna effettuare l’operazione inversa a termine (outright) e dunque a vendere euro ed acquistare USD.

Tecnicamente, si dice che chi acquista si pone in una posizione lunga (al rialzo) e chi vende si pone in una posizione corta (al ribasso).

Progressi e profitti

Il profitto di questo genere di attività per gli agenti dealer è dato dal differenziale tra il prezzo di vendita (lettera) e quello di acquisto (denaro) dell’attività sottostante del forward.

Oltre a ciò, giacché tale tipo di contratti sono spesso stipulati direttamente tra le parti, essi presentano uno scarso grado di standardizzazione che permette caratteristiche peculiari per ciascuno di essi.

Negli ultimi anni, però, si è verificata una progressiva crescita dei mercati a termine, tanto che sono stati creati dei mercati secondari forward che hanno portato ad una maggiore standardizzazione dei contratti.questo ha anche ridotto le differenze tra contratti forward e contratti futures.