Credit default swap (CDS)

Swap che ha la caratteristica di trasferire il rischio di credito.

13 Marzo 2013 21:160 commentsVisualizzazioni: 139

 Il credit default swap (CDS) si configura come uno swap che ha la caratteristica di trasferire il rischio di credito. Il credit default swap si classifica inoltre come un mezzo di copertura ed è il più utilizzato tra i derivati creditizi.

Come funziona un Cds?

Ecco lo schema standard di un Cds. Un investitore possiede un titolo di credito (quale ad esempio un prestito) in rapporto ad una controparte debitrice (B). L’investitore A vuole proteggersi dal rischio che la parte B fallisca e che il credito perda di valore o venga reso inesigibile. A tale pro si rivolge a una terza parte C, che acconsente ad accollarsi tale rischio; la controparte C si configura come un’assicurazione e nel gergo tecnico è definita protection seller, ovvero “venditore di protezione”. La parte A si impegna a pagare a C un importo periodico, che nell’ammontare diventa il “prezzo” della copertura ed è il principale oggetto dell’accordo contrattuale; in cambio di tale flusso di cassa, il venditore di protezione (C) si impegna a rimborsare alla parte A il valore nominale del titolo di credito, nel caso in cui il debitore B diventi insolvente (evento in gergo definito come credit default). L’accordo contrattuale tra A e C sul titolo sottostante B è definito credit defaul swap (CDS). Nel mondo finanziario i CDS si sono nati e diffusi come strumenti di copertura. Tuttavia questi strumenti, come tutti i derivati in generale, sono utilizzabili anche a scopi speculativi, perché consentono di “scambiare” protezione sul mercato come avviene per le valute o per le materie prime (vedi paragrafo “Uso speculativo dei CDS”). Normalmente la durata di un CDS è di cinque anni. Poiché è un contratto non standardizzato (ne esistono molteplici varianti) è scambiato sul mercato over-the-counter (non regolamentato), dove è possibile pattuire qualsiasi durata. I credit default swap sono anche utilizzati come copertura dal rischio di fallimento (o di declassamento del rating) di uno Stato. In tal caso sono detti in gergo “CDS sovrani” (sovereign CDS).