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    Eurovaluta

     L’Eurovaluta altro non è che una valuta (o divisa) estera, la quale non appartiene a Paesi o a banche centrali. L’eurovaluta viene depositata presso banche commerciali di Stati differenti rispetto a quelli di emissione e da queste concessa in prestito, direttamente o dopo conversione in altra valuta, a mutuatari finali (per esempio, dollari depositati presso una banca svizzera e da questa prestati a un terzo operatore economico).

    I depositi di valute (o divise) possono configurarsi come depositi acquistati e depositi venduti sul mercato monetario internazionale: il mercato che ne deriva è detto, appunto, mercato delle eurovalute.

    Il mercato può essere inerente a qualsiasi tipo di valuta. Può dunque essere un mercato inerente a dollari, sterline. Da qui provengono pertanto i termini quali eurodollari, eurosterline, euromarchi e affini.

    Occorre precisare che, per quanto, qualificato con l’aggettivo “euro”, possono intervenire in esso anche operatori residenti fuori d’Europa. Il mercato delle eurovalute, sorto dopo il 1955, è un’importante fonte di finanziamento a breve termine.

    In sostanza, dunque, possiamo definire come eurolire, euromarchi, eurodollari e così, via, le lire, i marchi, i dollari e tutte le altre monete, possedute personalmente da soggetti che non sono residenti nel Paese in cui quella valuta viene solitamente utilizzata.

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