Gestioni Patrimoniali

Le gestioni patrimoniali investono le disponibilità finanziarie del cliente in titoli azionari, obbligazionari, in quote di Fondi Comuni o Sicav.

15 Febbraio 2013 21:020 commentiVisualizzazioni: 43

 Le Gestioni Patrimoniali Mobiliari Individuali (gpm) fungono per investire le disponibilità finanziarie del cliente in titoli azionari, obbligazionari, in quote di Fondi Comuni o Sicav.

Si tratta, dunque, di uno strumento finanziario che consente una gestione mirata alla miglior diversificazione in titoli in base alle disponibilità finanziarie caratteristiche di ogni potenziale cliente.

Per la caratteristica strettamente personale del rapporto tra cliente e gestore del patrimonio, le gestioni patrimoniali possono avere vincoli di ingresso alquanto elevati.

Le gestioni patrimoniali nascono nei paesi anglosassoni proprio per venire incontro alle necessità di investitori con grosse somme di denaro da investire.

In Italia, tuttavia, le banche hanno proposto le gestioni patrimoniali anche a clienti con disponibilità finanziaria non elevata.

Il servizio di gestione di patrimoni individuale permette di avvalersi delle conoscenze e dell’esperienza di professionisti del settore nella scelta degli strumenti finanziari in cui investire e nell’esecuzione delle operazioni inerenti.

L’investitore, con le modalità preconcordate, ha la possibilità intervenire direttamente nel corso dello svolgimento del servizio di gestione impartendo istruzioni vincolanti per il gestore.

La rischiosità della linea di gestione è realizzata dalla variabilità dei risultati economici conseguiti dal gestore.

L’investitore può generare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Tali limiti, considerati nella loro totalità, definiscono le caratteristiche di una linea di gestione e devono essere riportati obbligatoriamente nell’apposito contratto scritto.

La rischiosità effettiva della linea di gestione, però, non prescinde dalle scelte operate dall’intermediario che, seppure debbano rimanere entro i limiti contrattuali, sono solitamente specificate in ampi margini di discrezionalità circa i titoli da acquistare o vendere e il momento in cui eseguire le operazioni.

L’intermediario ha comunque il dovere di esplicitare il grado di rischio di ciascuna linea di gestione.

L’investitore deve invece informarsi in maniera precisa presso l’intermediario sulle caratteristiche e sul grado di rischio della linea di gestione che intende prescegliere e deve concludere il contratto solo se è ragionevolmente sicuro di aver compreso la natura della linea di gestione ed il grado di esposizione al rischio che essa comporta.

Prima di finalizzare il contratto, una volta apprezzato il grado di rischio della linea di gestione prescelta, l’investitore e l’intermediario devono valutare se l’investimento è adeguato per l’investitore, con particolare riferimento alla situazione patrimoniale, agli obiettivi d’investimento ed alla esperienza nel campo degli investimenti in strumenti finanziari di quest’ultimo.