ISC – Indicatore Sintetico di Costo Annuo

Per avere un'idea di quanto ci costa ogni anno il conto corrente, dal 2010 è stato approntato dalla Banca d'italia un apposito strumento: l'ISC, Indicatore di Costo Annuo, una voce che si trova nel rendiconto annuale che le banche mandano ai loro correntisti.

6 novembre 2012 18:470 commentiVisualizzazioni: 50

L’ISC – Indicatore Sintetico di Costo Annuo – è stato voluto nel 2012 dalla Banca d’Italia (in quell’anno il presidente dell’Istituto era Mario Draghi) nell’ottica della trasparenza delle banche per permettere ai tutti i possessori di un conto corrente l’esatto ammontare del costo del deposito bancario per ogni anno.

Questo indicatore, che la vostra banca deve obbligatoriamente indicare nel rendiconto annuale, è uno degli strumenti più utili ai fini della comprensione della convenienza del conto corrente. L’ISC non è un valore assoluto, ma va sempre confrontato con gli ISC standard che si possono trovare sui fogli informativi delle banche o sul sito: www.pattichiari.it.

L’ISC non è fisso, ma varia in base al proprio profilo di correntista (in base al numero di operazioni e all’ammontare dei depositi) e per questo è da intendere solo come un valore indicativo, che comunque può risultare molto utile sia nella scelta dell’istituto dove aprire un conto corrente sia per rinegoziare quello già attivo.

Anche qui però le banche hanno trovato il modo di confondere un po’ le acque: molti istituti, infatti, dato il costo di questo indicatore hanno aumentato alcuni dei costi delle operazioni bancarie e hanno anche introdotto degli ISC massimi e minimi, tanto da rendere piuttosto difficile riuscire a confrontare l’ammontare del costo del conto corrente per i diversi istituti.

 

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