Mutui ipotecari Subprime

Definizione e varie tipologie di mutui subprime.

26 febbraio 2013 21:410 commentiVisualizzazioni: 68

casaCosì come accade per quanto riguarda le altre attività di credito subprime, anche nel caso dei mutui ipotecari subprime la definizione avviene in base alla tipologia di consumatore alla quale vengono concessi.

Secondo quanto stabilito nella guideline del Dipartimento del Tesoro Americano, “i debitori subprime hanno tipicamente una storia creditizia che contempla insolvenze, o addirittura problemi più grossi, quali ad esempio avvisi di garanzia, pignoramenti, e bancarotta. Moltissime volte vantano anche una bassa capacità di rimborso, così come essa viene misurata dai punteggi di credito e dal rapporto debiti/reddito, o da altri criteri che riescono a supplire un profilo di credito incompleto”.

Tipicamente, i mutuatari subprime detengono bassi redditi od un punteggio di credito al di sotto di 620, in una scala che va da 300 a 850. I mutui subprime hanno un più alto tasso di insolvenza dei mutui prime e il loro prezzo dipende dal rischio che il mutuante si assume.

Malgrado la maggior parte dei mutui per la casa non rientri in questa categoria, i mutui subprime hanno proliferato a partire dai primi anni del XXI secolo. John Lonski, economista di Moody’s, afferma che all’incirca il 21% dei mutui contratti dal 2004 al 2006 si sono categorizzati come subprime, mentre dal 1996 al 2004 la percentuale si assestava al 9%. Negli Stati Uniti i mutui subprime raccoglievano un importo totale di 600 miliardi di dollari nel 2006, capitalizzando circa un quinto sul totale del mercato statunitense dei mutui per la casa.

Tipologie di Mutui Subprime

Ci sono molti tipi differenti di mutui subprime. Menzioniamo:

mutui “interest-only”: offrono la possibilità a chi contrae il prestito di pagare solo la quota interessi per un determinato periodo di tempo (tipicamente 5-10 anni);

mutui “pick-payment”, consentono ai mutuatari di scegliere una tipologia di pagamento mensile;

mutui a tasso fisso iniziale: che diventano nel tempo mutui a tasso variabile.

L’ultimo tipo di mutuo spiegato rappresenta una tipologia la cui popolarità tra i prestatori subprime è cresciuta rapidamente a partire dagli anni 90. Al suo interno vengono infatti inclusi i mutui “2-28”, che offrono un tasso di interesse iniziale basso che resta fisso per due anni, dopo di che il piano di ammortamento viene ricompilato con un tasso di interesse più elevato per la vita residua del mutuo, in questo caso 28 anni. Quest’ultimo tasso è tipicamente agganciato ad un indice (ad esempio, 5% sopra il LIBOR a scadenza annuale).