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    Signoraggio

     Ogni governo produce moneta in regime di monopolio, ciò vuol dire che è l’unico ente che ha i permessi e le possibilità per poterlo fare. Grazie a questa produzione il governo ha delle entrate (dei redditi) che può utilizzare in base alle esigenze. Solitamente questo flusso di denaro è utilizzato per il finanziamento di una parte della spesa pubblica.

    Negli stati moderni la produzione di denaro è affidata, per quanto riguarda le monete metalliche, alla zecca di Stato e, per quanto riguarda invece la stampa di banconote, alla banca centrale dello stato. Entrambi, ovviamente, ne hanno un ricavo. Nel caso italiano la banca che produce le banconote è la BCE.

    Gli stati sfruttano il signoraggio per tenere sotto controllo il tasso di inflazione e per difendersi da questo quando troppo elevato. Infatti, nel caso, ad esempio, di inflazione molto alta, il signoraggio è l’unico modo che ha il governo per finanziarsi, quindi produce nuova moneta mettendo, però, il paese a rischio di iperinflazione.

    Il signoraggio derivante dall’attività di produzione di moneta da parte del governo corrisponde al rapporto tra il valore nominale della base monetaria emessa in un determinato intervallo di tempo e l’indice generale dei prezzi.

    Nel caso della produzione di moneta da parte delle banche il signoraggio si calcola come prodotto tra il tasso d’interesse nominale e il  valore nominale della base monetaria circolante, diviso per l’indice generale dei prezzi.

     

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