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    Speculazione

     Lo scopo della speculazione è quello della massimizzazione del profitto ma, a differenza delle altre attività finanziarie, si caratterizza per essere un’operazione molto rischiosa in quanto le transazioni non rispondono a delle oggettive evidenze empiriche, ma soprattutto a considerazioni di natura personale.

    Nella pratica finanziaria, uno speculatore è quell’operatore che entrando in un mercato effettua un investimento il cui esito dipende dal verificarsi o meno di altri eventi futuri (e quindi aleatori, in quanto l’operatore non ha prove di quale possa essere l’esito effettivo). L’operazione avrà un esito positivo se l’evento si concluderà in linea con le previsioni dell’operatore, in caso contrario l’esito sarà negativo (con conseguente perdita di una parte o del totale del patrimonio investito).

    La speculazione si base sulle previsione che l’operatore fa sul valore atteso dei titoli in cui ha investito, che, come avere dei guadagni molto alti come delle perdite molto alte. Si tratta, quindi, di un’attività finanziaria ad altissimo rischio.

    Nell’ambito dei mercati borsistici si possono avere i seguenti tipi di speculazione:

    speculazione rialzista: un bene viene acquistato per essere rivenduto in futuro ad un prezzo maggiore;
    speculazione ribassista: un bene viene venduto nel momento presente prima che perda il suo valore;
    speculazione allo scoperto: caso in cui un investitore vende degli strumenti che ancora non possiede, sperando in un abbassamento del loro prezzo che permetta il riacquisto prima della loro scadenza:
    speculazione sui derivati: compravendita di strumenti senza il possesso delle attività sottostanti.

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