Tasso di interesse

Tra le variabili più importanti dell'economia e della finanza, il tasso di interesse rappresenta il costo reale di un prestito.

12 dicembre 2012 19:520 commentiVisualizzazioni: 27

Il tasso di interesse, che può essere chiamato anche saggio di interesse, definisce quanto è necessario pagare per l’utilizzo di una somma di denaro che viene presa in prestito, definita montante, ossia la quota di remunerazione spettante al prestatore della somma iniziale.

Nella pratica il tasso di interesse viene pagato dal debitore e incassato dal creditore. Nel caso di un mutuo, ad esempio, è il mutuante che paga l’interesse alla banca, invece, nel caso di un deposito bancario, è la banca a dover restituire quanto depositato maggiorato del tasso di interesse pattuito.

Il debitore, nel momento della stipula di un contratto per un prestito, si impegna nei confronti del creditore a restituire una somma maggiore di quella presa in prestito. La differenza tra il capitale iniziale e la somma da restituire rappresenta l’interesse, che, rapportata in percentuale alla somma prestata, diviene il tasso di interesse.

Le variabili sulle quali si calcolano i tassi di interesse sui prestiti sono la moneta di riferimento, il rischio connesso alla solvibilità del debitore e la lunghezza del periodo di riferimento.

Esistono tre diverse categorie principali di tasso di interesse:

fisso: determinato al momento della stipula del contratto e rimane sempre lo stesso per tutta la sua durata;
variabile:  composto da un parametro di riferimento (in Italia il più usato è l’Euribor) e da una componente fissa (lo spread, cioè a cifra che la banca aggiunge al valore del parametro per giungere al tasso proposto);
misto.