Valore aggiunto

Il valore aggiunto, in economia, indica l'incremento del valore di una merce una volta che questa è uscita dal ciclo di produzione.

7 Gennaio 2013 20:290 commentiVisualizzazioni: 14011

Il valore aggiunto, indicato anche come plusvalore, e la cui sigla è VA, rappresenta l’aumento del valore di un bene o servizio finito, ossia la differenza del valore del bene immesso sul mercato e il costo dei beni intermedi (fattori di produzione) che sono stati necessari per la sua produzione.

In pratica, il valore aggiunto si può definire come la misura dell’incremento lordo del valore del bene stesso che risulta dal processo di trasformazione delle materie prime in un prodotto pronto per essere immesso sul mercato.

Esistono due tipi di valore aggiunto:

valore aggiunto ai prezzi di mercato: si riferisce ai beni e ai servizi prodotti dalle imprese private che concorrono tra loro nei mercati di riferimento;

valore aggiunto al costo dei fattori, è quello che si riferisce ai prodotti offerti dalla Amministrazioni Pubbliche, che sono ripagati dal cittadino con l’imposizione fiscale ed è valutato in ai costi che sono stati sostenuti per la produzione.

Lo Stato Italiano prevede un’imposta sul valore aggiunto (IVA) che viene applicata ad ogni fase del processo di produzione del bene o del servizio che si calcola in percentuale sul valore del bene stesso al momento in cui questo viene trasferito (venduto).