Home News Roma: i conti sono in rosso. Cosa farà il nuovo Sindaco?

Roma: i conti sono in rosso. Cosa farà il nuovo Sindaco?

Secondo l’inchiesta di Il Tempo, i dati parlano chiaro – e sono inequivocabilmente disastrosi: i conti di Roma non tornano. In cinque anni di amministrazione Raggi, la città è passata da un bilancio in attivo di 277 milioni a un rosso di 122 milioni di euro. Un conto che, probabilmente, dovranno pagare i cittadini della Capitale.

Ancora lo scorso agosto, la Sindaca uscente dichiarava che «ancora una volta, possiamo dire che i conti di Roma sono in ordine e che si torna a investire per il rilancio della città» senza spiegare bene come, considerato che il bilancio non sarebbe stato così favorevole da permettere operazioni di rilancio e investimenti.

Il nuovo Primo cittadino dovrà dunque rimboccarsi le maniche – in primis, per assicurare le opportune coperture economiche in grado di risolvere i principali problemi che la città sta ereditando dalla Raggi, come l’attuale situazione di degrado  o la gestione dei trasporti pubblici.

Il Giubileo del 2025 e la candidatura romana all’Expo 2030 saranno sicuramente occasioni uniche e irripetibili per creare un nuovo modello di sviluppo della Capitale. Lo sanno molto bene gli sfidanti al ballottaggio del 17-18 ottobre – tant’è che Gualtieri, al termine di un incontro con la Raggi, ha già precisato che «chiunque vincerà porterà avanti questo progetto. Naturalmente serve che Roma adesso faccia bene il suo lavoro per poi presentare la candidatura. Io sono disponibile a dare una mano per una candidatura forte».

Il ballottaggio tra Michetti e Gualtieri dovrà dare ai romani un Sindaco in grado di portare un enorme fardello – prima di tutto economico, ma anche di progetti concreti e fattibili. In questo senso, il programma di Michetti risulta privo di originalità ma ricco di contraddizioni, mentre Gualtieri, ex Ministro dell’Economia, ha già chiesto a Draghi 2 miliardi per il Giubileo senza spiegare ancora con quale copertura intenderà applicare le sue altre proposte e risolvere, così, i numerosi problemi di Roma.

La speranza è che la Capitale possa presto tornare a essere un vanto: una città unica per Arte e Storia, che meriterebbe di diventare anche un modello organizzativo e amministrativo. Auguriamoci che il nome a uscire il 18 ottobre dalle urne sia di una persona capace e con un autentico rispetto di Roma e dei romani, capace di recuperare i 400 milioni perduti e di mettere davvero questi e altri fondi al servizio della città con le tasse locali più alte d’Italia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui