Padoan e le riforme per uscire dalla recessione

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Sono tempi duri per il nostro Paese, impegnato in progetto di rinascita atto a lasciare il cono d’ombra provocato da questa lunga crisi.

I Governi si susseguono, rischiando spesso di cadere e dando atto a programmi e accorgimenti necessari ad una risalita che appare quantomai urgente. Da più parti l’allarme è infatti ancora acceso.

L’obiettivo? Senza dubbio è quello di uscire da un recessione lunga tre anni e invertire la tendenza degli ultimi 20 che hanno solo fatto accumulare ostacoli alla crescita e agli investimenti. Sono le due sfide che ha lanciato, per l’Italia, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan intervenendo all’Ecofin di Riga e illustrando le riforme in cantiere per il Paese. Due sfide da vincere al più presto.

“Invertire questa rotta a sua volta richiede tempo e si basa su una conquista di fiducia quotidiana, che però sta aumentando nei mercati e nelle istituzioni. Ai colleghi Ecofin ho detto – ha spiegato Padoan – che stiamo facendo le riforme in modo credibile, che non è solo annunci ma attuazione”.

Il ministro ha successivamente voluto sottolineare che l’attuale gestione del bilancio pubblico “è sana” e “lo dimostra il rating, il valore dello spread e il costo dell’indebitamento che scende”; quelli sui derivati “sono dati noti, che riguardano scelte effettuate in passato”, le cui “conseguenze” saranno “via via eliminate”: così il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan risponde a chi gli chiede se quello dei derivati sia un problema che preoccupa il Tesoro.

Quale sarà l’esito di queste sfide? Come verranno concretizzati questi programmi? I cittadini, da un lato, e l’Europa, dall’altro’, restano in attesa.

 

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