Prestito non finalizzato: è la scelta migliore?

La formula del prestito non finalizzato, rispetto al prestito finalizzato, è la scelta che in determinati casi riserva e garantisce più vantaggi. Vediamo, nel dettaglio, in cosa consiste questa formula e quali sono i vantaggi assicurati.

Cosa sono i prestiti finalizzati e non finalizzati

Tra la miriade di prodotti finanziari disponibili sul mercato, bisogna fare una prima grande distinzione tra prestiti finalizzati e prestiti non finalizzati.

Il prestito finalizzato, come suggerisce il nome stesso, è una tipologia di prestito che deve rispettare alcuni vincoli di spesa, che deve appunto “essere finalizzato” ad un acquisto specifico. Ad esempio, quando si acquista un immobile, un’automobile oppure un elettrodomestico di grande valore economico, è possibile usufruire di questa tipologia di finanziamento. 

Nel contratto di prestito finalizzato deve essere indicato l’importo del finanziamento ed il costo del bene, allegando anche un atto valido che testimonia l’acquisto del bene o del servizio

Un prestito finalizzato può essere richiesto da qualsiasi cittadino maggiorenne che abbia compiuto almeno 18 anni  ma che non sia considerato “cattivo pagatore”. Generalmente vengono considerati “cattivi pagatori” coloro i quali sono segnalati alle banche dati creditizie, come ad esempio la CRIF, per ritardi di pagamenti oppure insolvenze.

Inoltre, coloro che richiedono il prestito finalizzato, in alcuni casi, devono offrire garanzie affidabili (un garante) o ipotecare beni di proprietà, come nel caso specifico di un mutuo per acquisto casa.

Tutti i vantaggi del prestito non finalizzato

Il prestito non finalizzato, invece, è una tipologia di finanziamento in cui il credito erogato può essere utilizzato liberamente senza vincoli stabiliti dal contratto. Il credito, inoltre, viene versato direttamente sul conto corrente senza passare per terzi, permettendo, a chi ne fa richiesta, di disporre liberamente dell’importo ottenuto per soddisfare le più svariate necessità

Quindi il primo vantaggio, rispetto ad un prestito finalizzato, è che la somma richiesta col finanziamento non deve essere vincolata ad una spesa specifica. Sotto questo punto di vista, chi richiede un prestito non finalizzato può utilizzare le risorse ottenute a proprio piacimento, per molteplici scopi.

Nel caso di un prestito finalizzato, infatti, il richiedente non deve rendere conto alla banca né effettuare acquisti specifici, ma, anzi, il prestito non finalizzato può essere richiesto in qualsiasi istituto finanziario.

Inoltre, tale tipologia di finanziamento viene concessa anche a chi in passato ha avuto ritardi nei pagamenti di alcune rate e, come abbiamo già accennato in precedenza, è segnalato alle banche date creditizie come “cattivo pagatore”. 

E i vantaggi non finiscono qui perché con i Prestiti in Convenzione INPS e NoiPA, attraverso la formula specifica della Cessione del quinto, è possibile ottenere un finanziamento non finalizzato:

  • sostenibile, perché l’importo delle rate mensili è fisso per tutta la durata del piano e non può mai superare il 20% dello stipendio netto o della pensione, tutelando la qualità di vita del richiedente;
  • comodo, perché i pagamenti mensili vengono detratti automaticamente dallo stipendio o dalla pensione, eliminando il rischio di ritardi o insolvenze;
  • flessibile, perché il prestito può essere rinnovato o rinegoziato per cambiare tempistiche e importo delle rate;
  • sicuro grazie alla copertura assicurativa sempre inclusa contro ogni rischio.

Esistono istituti di credito che hanno una lunga esperienza nel settore dei prestiti in Convenzione e, in alcuni casi specifici, hanno fatto della Cessione del Quinto la punta di diamante di un’offerta di credito sempre sostenibile e sicura, diventando leader del settore per trasparenza e professionalità. Come riconoscere allora queste eccellenze e assicurarsi il miglior prestito per le proprie esigenze?

È semplice, bastaprestare sempre massima attenzione all’affidabilità e alla trasparenza dell’istituto di credito a cui richiedere il prestito, valutando le certificazioni ricevute da enti terzi istituzionali e leggendo le recensioni della clientela, dettagli che fanno davvero la differenza. 

Prestiter, leader da oltre 20 anni nel settore dei finanziamenti con Cessione del Quinto, assicura sempre un’assistenza dedicata nel pre e post vendita, una consulenza professionale a 360 gradi contro il rischio di sovraindebitamento e il sostegno umano e professionale in caso di necessità.

Prestito in banca: quali sono i passaggi per riceverlo?

Chi ha bisogno di liquidità immediata e non vuole dare fondo ai propri risparmi, può richiedere un prestito in banca. A seconda della somma di denaro che si desidera ottenere, del tipo di prestito e del merito creditizio del richiedente, i tempi intercorrenti tra l’invio della domanda e l’accettazione, nonché tra questa e l’erogazione del credito, potrebbero variare da pochi giorni a qualche settimana.

prestito in banca

Prestiti: numeri in crescita per i finanziamenti tra privati

L’alternative finance continua a crescere in Italia e nel resto del mondo, mettendo a disposizione di privati e imprese nuove soluzioni per l’accesso al credito. In base al rapporto Il Fintech dalla A alla Z a cura della School of Management del Politecnico di Milano, Unioncamere e Innexta, l’erogazione diretta di finanziamenti da soggetti non bancari ha raggiunto quasi 1,7 miliardi di euro in Italia nel 2020, con una crescita del 450% rispetto ai 372 milioni del 2019.

prestiti

Finanziamenti: aumentano le richieste per i mutui

La grave crisi economica che ha investito l’Italia nel 2020 dovuta all’ epidemia da Coronavirus ha avuto, tra le sue conseguenze, anche un aumento di richiesta per mutui e finanziamenti.

Una statistica della Banca d’ Italia relativa al primo trimestre del 2020 ha messo in luce un aumento delle domande di mutui pari al 9,8% rispetto agli stessi dati del 2019; il trend di crescita si è mantenuto stabile anche nella seconda parte dell’anno, confermando una tendenza inequivocabile alla crescita.

Finanziamenti

Rinegoziazione cessione del quinto: quando richiederla? Quali i requisiti e le caratteristiche?

Hai in corso una cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ma sei in un momento di necessità e vuoi rivedere le condizioni del contratto? Forse hai bisogno di maggiore liquidità e -non vuoi-o non puoi richiedere una seconda cessione del quinto o un nuovo prestito personale?
Se ti trovi in questa situazione e hai bisogno di ottenere una cifra specifica senza però aprire un secondo prestito, allora puoi pensare alla rinegoziazione cessione del quinto.


La rinegoziazione cessione del quinto permette ai consumatori che hanno questa tipologia di finanziamento in corso, di ottenere nuova liquidità, andando ad allungare il periodo di restituzione del prestito. Ma come funziona esattamente la rinegoziazione del quinto della pensione o dello stipendio? E quali sono i requisiti richiesti?

Preme specificare che questa è una guida su come rinegoziare la cessione del quinto e non sulle metodologie per ottenerla, che invece puoi trovare su:

https://prestitimag.it/articoli-cessione-quinto/

insieme ad altre guide specifiche su questa tipologia di prestiti.
Partiamo con la lettura!

Rinegoziazione cessione del quinto: quando richiederla?

La cessione del quinto dello stipendio o della pensione può essere rinegoziata, come previsto dalla legge 141/10, a patto però che sia passato il tempo utile per il pagamento di almeno 2/5 del prestito.
Per esattezza dunque, è possibile richiedere la rinegoziazione solo dopo aver pagato almeno il 40% del prestito iniziale. Quindi se inizialmente avevi richiesto una cessione dalla durata pari a 120 mesi, prima di poterla rinegoziare dovrai aver pagato le rate per almeno 4 anni.
Trascorsi i 4 anni utili, potrai procedere alla rinegoziazione della cessione del quinto dello stipendio o della pensione se si è in possesso dei requisiti necessari. Ma quali sono i requisiti richiesti per rinegoziare il prestito? Vediamolo insieme.

Cessione del quinto rinegoziazione: requisiti

Il primo requisito per richiedere la rinegoziazione, come abbiamo visto, è la necessità di aver corrisposto alla banca o finanziaria almeno i 2/5 del prestito complessivo. Ma ci sono anche altri obblighi da rispettare per accedere nuovamente a questo finanziamento e rinegoziarlo per avere maggiore liquidità.
Tra i principali requisiti per il rinnovo cessione del quinto troviamo:

  1. Situazione lavorativa: se si è chiesta la cessione con un contratto a tempo determinato (e questo è quasi in scadenza a pari passo del primo prestito) non si potrà richiedere una nuova erogazione di denaro. Lo stesso vale per chi ha chiesto il prestito con lo stipendio e sta per andare in pensione. In questo caso si deve attendere la pensione e poi richiedere il rinnovo del quinto.
  2. Stato di salute: alcune banche o finanziarie, specie se il richiedente è anziano, potrebbero richiedere un certificato medico per accertarsi della buona salute, ed evitare di rinnovare un prestito a una persona che non gode più di una salute che permetta alla banca di rientrare del prestito, senza coinvolgere l’assicurazione.
  3. Età: per chi ha richiesto la cessione del quinto della pensione, di solito c’è un limite di età pari a circa 80 anni (solo alcune banche permettono la cessione oltre quest’età), superata questa non è possibile richiedere la rinegoziazione.
  4. Nuovi prestiti in corso: la banca alla luce di altri prestiti in corso, attivati dopo la prima cessione del quinto, potrebbe non permettere la rinegoziazione, per non rischiare che il cliente si sovra-indebiti.
  5. Presenza di un’istanza di pignoramento: in caso di un’istanza per il pignoramento del conto corrente, dei beni, o del TFR, sovvenuta dopo la prima cessione del quinto, la banca potrebbe non permettere la rinegoziazione del prestito, per paura di non rientrare della nuova liquidità concessa.

Rinegoziazione cessione del quinto stipendio e pensione: come funziona

La rinegoziazione del quinto della pensione o dello stipendio funziona allo stesso modo. Quindi dopo che ti sei accertato di avere i requisiti e dopo il pagamento del giusto numero di rate, potrai iniziare la fase di richiesta della rinegoziazione.
La rinegoziazione prevede che la banca richieda una nuova cessione che permetta di coprire il debito residuo e che al contempo ti dia la possibilità di ottenere nuova liquidità.
Quindi se hai un debito residuo di 13 mila euro e hai bisogno di altri 10 mila euro, la banca richiederà una cessione del quinto per un totale di 23 mila euro.
In questo modo sarà possibile pagare sia il debito residuo e ottenere maggiore liquidità, cambiando però le condizioni di durata del contratto, e in alcuni casi anche l’importo della rata.
Infatti, in fase d’istruttoria per la rinegoziazione, la banca effettua di nuovo il calcolo della cessione del quinto. In quanto, negli anni lo stipendio potrebbe essere aumentato (ad esempio per gli scatti d’anzianità).
Oppure se non si prende più lo stipendio, ma nel frattempo si è andati in pensione, allora dovrà fare il nuovo calcolo del quinto sul cedolino pensionistico.
Rifatto il calcolo della rata, la banca procede a comunicare al cliente il nuovo importo, i tassi d’interesse applicati e infine la nuova durata della cessione del quinto.
La durata infatti si allunga, e gli anni che si aggiungono alla precedente cessione, dipendono-naturalmente-dalla somma richiesta durante la rinegoziazione.

Come richiedere la rinegoziazione del quinto

Quando scegli di richiedere alla banca o ad una finanziaria la rinegoziazione cessione del quinto online oppure direttamente in sede, hai bisogno di avere a portata di mano alcuni specifici documenti.
I documenti richiesti sono:

  • Dichiarazione dei redditi
  • Ultime due busta paga o cedolini della pensione
  • Certificato di quota cedibile dello stipendio o pensione aggiornato
  • Documenti d’identità e codice fiscale

Con questi documenti, la banca o finanziaria potrà avviare la procedura di rinegoziazione che prevede:

  • Il controllo dei requisiti del richiedente
  • Se sussistono i requisiti, si procede alla preparazione dell’istruttoria
  • Avvio dell’iter per la richiesta della rinegoziazione
  • Attesa della delibera (ossia il vero e proprio lasciapassare per ottenere il rinnovo della cessione del quinto)
  • In caso di delibera positiva, la banca procede al conteggio estintivo (atto che chiude il vecchio prestito)
  • Firma del nuovo contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione
  • Erogazione della somma che fornisce nuova liquidità

Per completare tutto questo iter le banche o finanziarie possono richiedere tempi che vanno da un minimo di 30 giorni sino a più di 90, in base alla loro velocità di trattare le varie pratiche burocratiche.
In questa guida abbiamo visto nel dettaglio cos’è e come funziona la rinegoziazione del quinto dello stipendio. Se hai bisogno di altre informazioni, oppure qualcosa non ti è chiaro puoi contattarci o lasciarci un commento.
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Hai in corso una cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ma sei in un momento di necessità e vuoi rivedere le condizioni del contratto? Forse hai bisogno di maggiore liquidità e -non vuoi-o non puoi richiedere una seconda cessione del quinto o un nuovo prestito personale?
Se ti trovi in questa situazione e hai bisogno di ottenere una cifra specifica senza però aprire un secondo prestito, allora puoi pensare alla rinegoziazione cessione del quinto.
La rinegoziazione cessione del quinto permette ai consumatori che hanno questa tipologia di finanziamento in corso, di ottenere nuova liquidità, andando ad allungare il periodo di restituzione del prestito. Ma come funziona esattamente la rinegoziazione del quinto della pensione o dello stipendio? E quali sono i requisiti richiesti?
Preme specificare che questa è una guida su come rinegoziare la cessione del quinto e non sulle metodologie per ottenerla, che invece puoi trovare su https://prestitimag.it/articoli-cessione-quinto/; insieme ad altre guide specifiche su questa tipologia di prestiti.

Partiamo con la lettura!
Rinegoziazione cessione del quinto: quando richiederla?
La cessione del quinto dello stipendio o della pensione può essere rinegoziata, come previsto dalla legge 141/10, a patto però che sia passato il tempo utile per il pagamento di almeno 2/5 del prestito.
Per esattezza dunque, è possibile richiedere la rinegoziazione solo dopo aver pagato almeno il 40% del prestito iniziale. Quindi se inizialmente avevi richiesto una cessione dalla durata pari a 120 mesi, prima di poterla rinegoziare dovrai aver pagato le rate per almeno 4 anni.
Trascorsi i 4 anni utili, potrai procedere alla rinegoziazione della cessione del quinto dello stipendio o della pensione se si è in possesso dei requisiti necessari. Ma quali sono i requisiti richiesti per rinegoziare il prestito? Vediamolo insieme.
Cessione del quinto rinegoziazione: requisiti
Il primo requisito per richiedere la rinegoziazione, come abbiamo visto, è la necessità di aver corrisposto alla banca o finanziaria almeno i 2/5 del prestito complessivo. Ma ci sono anche altri obblighi da rispettare per accedere nuovamente a questo finanziamento e rinegoziarlo per avere maggiore liquidità.
Tra i principali requisiti per il rinnovo cessione del quinto troviamo:
1. Situazione lavorativa: se si è chiesta la cessione con un contratto a tempo determinato (e questo è quasi in scadenza a pari passo del primo prestito) non si potrà richiedere una nuova erogazione di denaro. Lo stesso vale per chi ha chiesto il prestito con lo stipendio e sta per andare in pensione. In questo caso si deve attendere la pensione e poi richiedere il rinnovo del quinto.
2. Stato di salute: alcune banche o finanziarie, specie se il richiedente è anziano, potrebbero richiedere un certificato medico per accertarsi della buona salute, ed evitare di rinnovare un prestito a una persona che non gode più di una salute che permetta alla banca di rientrare del prestito, senza coinvolgere l’assicurazione.
3. Età: per chi ha richiesto la cessione del quinto della pensione, di solito c’è un limite di età pari a circa 80 anni (solo alcune banche permettono la cessione oltre quest’età), superata questa non è possibile richiedere la rinegoziazione.
4. Nuovi prestiti in corso: la banca alla luce di altri prestiti in corso, attivati dopo la prima cessione del quinto, potrebbe non permettere la rinegoziazione, per non rischiare che il cliente si sovra-indebiti.
5. Presenza di un’istanza di pignoramento: in caso di un’istanza per il pignoramento del conto corrente, dei beni, o del TFR, sovvenuta dopo la prima cessione del quinto, la banca potrebbe non permettere la rinegoziazione del prestito, per paura di non rientrare della nuova liquidità concessa.
Rinegoziazione cessione del quinto stipendio e pensione: come funziona
La rinegoziazione del quinto della pensione o dello stipendio funziona allo stesso modo. Quindi dopo che ti sei accertato di avere i requisiti e dopo il pagamento del giusto numero di rate, potrai iniziare la fase di richiesta della rinegoziazione.
La rinegoziazione prevede che la banca richieda una nuova cessione che permetta di coprire il debito residuo e che al contempo ti dia la possibilità di ottenere nuova liquidità.
Quindi se hai un debito residuo di 13 mila euro e hai bisogno di altri 10 mila euro, la banca richiederà una cessione del quinto per un totale di 23 mila euro.
In questo modo sarà possibile pagare sia il debito residuo e ottenere maggiore liquidità, cambiando però le condizioni di durata del contratto, e in alcuni casi anche l’importo della rata.
Infatti, in fase d’istruttoria per la rinegoziazione, la banca effettua di nuovo il calcolo della cessione del quinto. In quanto, negli anni lo stipendio potrebbe essere aumentato (ad esempio per gli scatti d’anzianità).
Oppure se non si prende più lo stipendio, ma nel frattempo si è andati in pensione, allora dovrà fare il nuovo calcolo del quinto sul cedolino pensionistico.
Rifatto il calcolo della rata, la banca procede a comunicare al cliente il nuovo importo, i tassi d’interesse applicati e infine la nuova durata della cessione del quinto.
La durata infatti si allunga, e gli anni che si aggiungono alla precedente cessione, dipendono-naturalmente-dalla somma richiesta durante la rinegoziazione.
Come richiedere la rinegoziazione del quinto
Quando scegli di richiedere alla banca o ad una finanziaria la rinegoziazione cessione del quinto online oppure direttamente in sede, hai bisogno di avere a portata di mano alcuni specifici documenti.
I documenti richiesti sono:
• Dichiarazione dei redditi
• Ultime due busta paga o cedolini della pensione
• Certificato di quota cedibile dello stipendio o pensione aggiornato
• Documenti d’identità e codice fiscale
Con questi documenti, la banca o finanziaria potrà avviare la procedura di rinegoziazione che prevede:
• Il controllo dei requisiti del richiedente
• Se sussistono i requisiti, si procede alla preparazione dell’istruttoria
• Avvio dell’iter per la richiesta della rinegoziazione
• Attesa della delibera (ossia il vero e proprio lasciapassare per ottenere il rinnovo della cessione del quinto)
• In caso di delibera positiva, la banca procede al conteggio estintivo (atto che chiude il vecchio prestito)
• Firma del nuovo contratto di cessione del quinto dello stipendio o pensione
• Erogazione della somma che fornisce nuova liquidità
Per completare tutto questo iter le banche o finanziarie possono richiedere tempi che vanno da un minimo di 30 giorni sino a più di 90, in base alla loro velocità di trattare le varie pratiche burocratiche.
In questa guida abbiamo visto nel dettaglio cos’è e come funziona la rinegoziazione del quinto dello stipendio. Se hai bisogno di altre informazioni, oppure qualcosa non ti è chiaro puoi contattarci o lasciarci un commento.

Enrico Cerreto spiega chi è il consulente patrimoniale

Con Enrico Cerreto, dal 2001 Private Banker presso la Banca Fideuram S.p.a. di Napoli, abbiamo cercato di capire meglio la figura del consulente patrimoniale. L’esperto ci spiega chi è e cosa fa questo professionista.

“Il consulente patrimoniale – afferma Enrico Cerreto – affianca il cliente in tutto il percorso di identificazione degli obiettivi e di pianificazione dei propri investimenti. Si instaura un rapporto di natura strettamente fiduciaria. È necessario definire con il cliente quali sono gli obiettivi concreti che si vogliono raggiungere e le strategie migliori per riuscire a raggiungere le mete prefissate, evidenziando anche percorsi alternativi in caso di intoppi”.

Il consulente patrimoniale è un professionista specializzato nel fornire una consulenza finanziaria ad ampio raggio che consenta ai clienti di agire in maniera prospettica, a partire dal contesto familiare, patrimoniale e professionale attuale, per ottimizzare azioni di pianificazione finalizzate alla gestione, allo sviluppo, alla tutela e alla trasmissione del patrimonio.

La consulenza patrimoniale è un servizio però estremamente complesso: occorre instaurare un rapporto professionale e fiduciario con il cliente; fare una analisi esaustiva del patrimonio e dei bisogni correlati all’interno del sistema di relazioni familiare e imprenditoriale del cliente.

Proporre inoltre il mix più adeguato di soluzioni finanziarie, assicurative, previdenziali, fiscali e di asset protection, muovendosi su un terreno in costante mutamento in termini di regolamentazione, servizi e prodotti, condizioni socio-demografiche, mercati e lavoro.

“Professionalità, capacità di ascolto ed empatia – evidenzia Enrico Cerreto – sono qualità per svolgere al meglio questa professione. Sono tutti elementi necessari per aiutare i clienti a trovare le migliori soluzioni per le loro singole esigenze in modo da raggiungere i loro obiettivi finanziari. Non bisogna mai trascurare il passaggio generazionale, a mio avviso di fondamentale importanza in questa attività”.

Enrico Cerreto dopo la laurea in giurisprudenza conseguita presso l’Università Federico II di Napoli, ha studiato a Londra all’Imperial College Business School. La sua attività bancaria è iniziata nel 1989 presso la Citibank Italia di Napoli, poi divenuta Banco Ambrosiano Veneto fino al 2001.

Da aprile 2001 è iscritto all’albo dei consulenti finanziari con mandato di Fideuram Spa. Negli anni ha ricoperto il ruolo di back office, addetto clientela retail, addetto clientela executive, estero merci, settorista aziende, direttore di filiale. Oggi si occupa di tutela, gestione e trasmissione di patrimoni per clienti con ricchezza finanziaria di 500mila euro di soglia minima.

“Il consulente patrimoniale – conclude Enrico Cerreto – vuole comprendere a fondo il suo cliente, per poter essere un suo punto di riferimento, affidabile nel tempo e assolutamente indipendente da criteri di vendita, nell’esclusivo suo interesse. Il patrimonialista genera valore per il cliente. Le esigenze che spingono gli investitori a rivolgersi a un consulente di fiducia sono: la pianificazione finanziaria di lungo periodo e la protezione del patrimonio”.

Come funziona un prestito cambializzato

 Un prestito cambializzato è una particolare forma di finanziamento, che si estingue mediante cambiali a scadenza mensile; questo tipo di prestiti può essere utilizzato per un finanziamento che si contrae con una baca, o anche con un privato. Molto spesso sono i cattivi pagatori che si rivolgono al prestito cambializzato, in quanto non necessitano di una verifica della situazione creditizia del debitore.

Prestiti rapidi
I prestiti cambializzati veloci sono quelli che si possono ottenere  in meno di 48 ore. Molto spesso le finanziarie permettono ai loro clienti di richiedere un prestito cambializzato anche online, tramite dei moduli molto semplici da compilare. I soldi richiesti saranno consegnati tramite assegno circolare, o tramite bonifico. Il pagamento deve avvenire tramite cambiali a scadenza mensile, che necessitano di essere saldate nella data su di esse indicata. In caso contrario l’istituto di credito può istantaneamente protestare il debitore, e richiedere il pagamento della cambiale, pena la messa all’asta dei suoi beni o la presa di possesso del suo conto corrente.

Garanzie
Anche se i prestiti cambializzati sono facili da ottenere, persino da parte di persone iscritte nel registro dei cattivi pagatori, le banche richiedono sempre delle garanzie prima di erogare dei fondi. Il migliore metodo per ottenere un finanziamento consiste nell’avere un reddito dimostrabile, di qualsiasi tipo. Una pensione o una busta paga da lavoro a tempo indeterminato sono in genere le migliori garanzie, ma si ottiene un finanziamento anche con una rendita finanziaria, o con un reddito da lavoro autonomo. Nel caso in cui non si possieda un entrata mensile, si possono fornire delle garanzie; si può ad esempio accender un’ipoteca sulla casa, o si può firmare il contratto insieme con un garante, che si impegna a saldare le rate mancanti. LE diverse tipologie di garantire però spesso portano a condizioni diverse per il prestito: meno le garanzie sono sicure e maggiori saranno gli interessi annui da pagare.

Un prestito online
Per molte persone poter richiedere un prestito online è veramente comodo e pratico. Le finanziarie che permettono di inviare le richieste tramite dei moduli presenti sul loro sito spesso permettono questa azione in qualsiasi giorno della settimana, a qualsiasi ora; quindi, anche chi lavora durante tutta la giornata, non dovrà chiedere un permesso per recarsi presso la finanziaria, perché potrà farlo anche la sera, al rientro a casa. Inoltre i documenti necessari si possono tuti inviare per via telematica, dopo averli fotografati o scannerizzati.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per la ricostruzione

Dopo il terremoto è necessario ricostruire e per farlo servono i soldi. A distanza di un mese e mezzo dal sisma che ha colpito il centro Italia, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per la ricostruzione. Come saranno ripartiti i soldi?

Come si trasforma il mattone in liquidità

Una casa può essere fonte di liquidità ma non per tutti. Alcune soluzioni creditizie che valorizzano la proprietà sono riservate a chi è in avanti con gli anni e non potrebbe mai accedere ad un finanziamento oppure ad un prestito classico.

Prestiti personali, il Sud è in ripresa

Il primato per i prestiti finalizzati nel 2015 non sorprende più di tanto: in testa il Trentino Alto Adige con un erogato medio di 5.634 euro. Al contrario, lo studio Crif Credit Solutions su mutui e credito al consumo riserva una sorpresa sul fronte dei prestiti personali, dove il primato spetta invece alla Basilicata, con un erogato medio di 13.767 euro, ben al si sopra dell’importo medio nazionale che è di 12.835 euro.