Il taglio delle accise sta scontentando tutti a fine agosto 2026

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Si torna a parlare del taglio delle accise in questi giorni, in merito ad un’iniziativa politica che evidentemente sta scontentando tutti a fine agosto 2026. La costante impennata dei costi del carburante sta progressivamente vanificando gli effetti delle misure di calmiere fiscale adottate dalle istituzioni. L’inflazione dei listini ha azzerato il sollievo garantito dai recenti decreti, riportando le quotazioni del gasolio sulla rete autostradale a quota 2,173 euro al litro, valore analogo a quello registrato a inizio agosto quando fu decisa la proroga del taglio straordinario delle imposte di 17 centesimi.

taglio delle accise

Cosa sappiamo sul taglio delle accise oggi

La situazione appare persino più critica per la benzina, esclusa dalle agevolazioni, i cui importi hanno oltrepassato i picchi precedenti all’introduzione degli sconti sia sulle arterie ordinarie che sui tratti autostradali.

Questo scenario desta profonda inquietudine sia tra il tessuto imprenditoriale sia tra le associazioni a tutela dei consumatori. La Federazione Autonoma Piccole Imprese evidenzia come la spinta verso l’alto stia rapidamente polverizzando i benefici degli aiuti statali, auspicando un nuovo intervento sul prelievo fiscale. Sulla stessa linea, Confimprenditori reputa le strategie finora adottate del tutto insufficienti a sostenere le aziende, soffocate dai rincari della logistica, della produzione e della distribuzione. Contestualmente, il Codacons sollecita l’estensione del bonus fiscale anche alla benzina verde, segnalando come i prezzi registrino continui rincari fino a toccare 1,994 euro al litro sulla rete urbana — con un aggravio di 0,60 euro a pieno — e 2,073 euro sulle autostrade.

I dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermano l’efficacia solo parziale della sforbiciata fiscale. Sulla viabilità ordinaria il diesel ha visto una flessione contenuta, passando da 2,185 a 2,099 euro al litro, assicurando agli automobilisti un alleggerimento reale di circa 4,3 euro a pieno contro gli 8,5 euro teoricamente previsti dalla norma. In autostrada il risparmio si attesta attorno a 4,1 euro, lasciando sulle spalle dei cittadini un extra-costo superiore ai 4 euro rispetto a quanto teoricamente garantito dallo sconto.

Oltre all’instabilità del greggio sui mercati internazionali, uno studio dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani rivela una marcata asimmetria nella trasmissione dei prezzi da parte dei distributori. L’adeguamento dei listini alla pompa risulta infatti fortemente sbilanciato: gli incrementi delle quotazioni petrolifere vengono trasferiti sui consumatori per ben due terzi in soli tre giorni, completando l’adeguamento quasi del tutto entro dieci giorni. Al contrario, le fasi ribassiste vengono recepite con estrema lentezza, scaricando appena un terzo del calo nei primi tre giorni e richiedendo circa diciassette giorni per applicare soltanto l’ottanta per cento del ribasso maturato.