Il Tesoro ha posizionato titoli di Stato per un totale di 6,13 miliardi di euro. Nello specifico, sono stati ceduti in asta Btp a 5 anni per 1,908 miliardi a un rendimento dello 0,77%, con una discesa pari all’1,25% rispetto all’asta del 30 giugno, Btp a 10 anni per 2,48 miliardi con un rendimento dell’1,83% (dal 2,35%). Infine sono stati collocati 1,75 miliardi di Ccteu a 7 anni con un rendimento dello 0,67% rispetto all’1,08% del precedente collocamento.

Già nella giornata di ieri il Tesoro aveva collocato 6,5 miliardi di euro di Bot a 6 mesi con tasso in discesa allo 0,007%. Dopo l’asta di oggi lo spread Btp/Bund scende a 118 punti base con il rendimento del decennale italiano all’1,85%. Mentre a Piazza Affari l’indice Ftse Mib sale dello 0,65% a 23.400 punti.

Nessuno spunto di particolare rilievo dal bollettino mensile della Bce di luglio, il cui messaggio ricalca quello di Mario Draghi al termine dell’ultimo consiglio di politica monetaria. Mentre la Fed non ha impressionato. Ha lasciato la porta aperta a un rialzo dei tassi a settembre, ma è rimasta comunque cauta.

Gli investitori sono concentrati su alcuni dati macroeconomici: l’inflazione della Germania e il pil Usa. La stima del pil americano del secondo trimestre dovrebbe mostrare una ripresa della crescita al 2,8% trimestre su trimestre, secondo gli economisti di Intesa Sanpaolo per i quali i contributi principali dovrebbero arrivare dai consumi, in solido aumento (+3% trimestre su trimestre) e dalle costruzioni residenziali.

Anche gli investimenti non residenziali dovrebbero essere positivi, con una ripresa sia dei macchinari sia delle strutture, in accelerazione dopo il -2,2% trimestre su trimestre del primo trimestre. Gli investimenti residenziali dovrebbero registrare una variazione solida, sulla scia dei dati forti visti recentemente, poco sotto il 10% trimestre su trimestre. Anche le scorte dovrebbero dare un contributo positivo.

 

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