Le banche sono ancora al centro del dibattito politico e finanziario, in Italia e non solo. Secondo il  Presidente del Consiglio Renzi è “a portata di mano” un’intesa tra il governo italiano e la Commissione europea per mettere in sicurezza gli istituti tricolori gravati dal peso delle sofferenze, che consenta inoltre di restare dentro le regole attuali sui salvataggi delle banche e “mettere al riparo da qualsiasi problema”.


Il Premier tranquillizza gli addetti ai lavori e gli investitori:

Vogliamo che i risparmiatori e i correntisti italiani siano al sicuro. A mio giudizio – ha spiegato – il problema banche in Europa non riguarda quelle italiane. La questione del credito in Europa riguarda molti istituti. Sono molto più preoccupato dei derivati delle banche degli altri Paesi ed è questo il vero problema. In Italia abbiamo una situazione particolare rispetto agli altri paesi.

Non mancano, nel suo intervento, alcune ‘frecciate’ alla Germania:

Forse bisognava fare un intervento sulle banche alcuni anni fa, come fece Merkel che ha messo 247 miliardi nelle banche tedesche, pensando che fosse una buona occasione per il sistema economico del suo paese.

In mattinata, era stato il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin, ad aprire alla richiesta di flessibilità da parte del governo tricolore, spiegando che le regole sul rafforzamento pubblico degli istituti e il coinvolgimento degli investitori privati nell’assorbimento delle loro perdite “vanno applicate con criterio e intelligenza. Oggi rappresenta una preoccupazione per il governo italiano, quella di prendere le misure necessarie per ristabilire la fiducia nell’insieme del sistema bancario italiano. Credo sia nostro dovere essere solidali”.

Tuttavia a livello europeo c’è chi ritiene che un ammorbidimento della direttiva sul bail in per sostenere le banche italiane in difficoltà “sarebbe un boomerang” o “controproducente”, come sostengono alcune fonti. Sia gli sherpa di Bruxelles che il ministro italiano delle Finanze, Pier Carlo Padoan, precisano che le banche italiane non sono oggetto dell’Eurogruppo di oggi e dell’Ecofin di domani.

 

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