La Bce renderà pubbliche le sue minute

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La Bce renderà pubbliche le minute delle sue riunioni consentendo così agli investitori e agli osservatori di comprendere gli orientamenti prevalenti.

Sino a questo momento sul dibattito interno alla Bce sono state diffuse solo delle indiscrezioni. Una di queste concerne l’opposizione di Francia, Olanda e Germania al salvataggio dei gruppi finanziari a Cipro.

Dal prossimo 22 gennaio, invece, saranno disponibili le minute. Ciò avviene già per la Fed, per la Banca centrale inglese e per altri istituti dello stesso genere. La versione europea osserva la massima cautela. Mancheranno, ad esempio, le dichiarazioni di voto. Non ci sarà il conteggio finale di chi ha avuto la meglio e di chi è uscito sconfitto.

Elementi importanti per comprendere gli equilibri sulle tasse e sul quantitative easing.

Fino a questo momento si potevano leggere le minute solo dopo molti anni. Erano dunque materiale storico. Oggi diventa documentazione per orientarsi negli investimenti avendo a disposizione informazioni recenti.

L’apertura parziale della Bce spingerà altri gruppi di credito a rendere pubblici almeno in forma scritta gli elementi più importanti del dibattito interno? Sicuramente dopo l’esempio dato dalla Bce sarà molto più complesso per altri soggetti pubblici mantenere la segretezza dei propri documenti. Non parliamo, naturalmente, di documenti che hanno un contenuto militare o strategico.

Dai cittadini, ma anche dagli stessi consiglieri di amministrazione, potrà giungere la richiesta di disponibilità pubblica degli atti ufficiali.

Occorre dunque aumentare il grado di trasparenza, che ad oggi appare molto scarso. Eliminare, inoltre, i ritardi ingiustificati nella pubblicazione su dati e decisioni che hanno una grande rilevanza pubblica appare una mossa più che coerente.

I cittadini devono essere a conoscenza di questi documenti per poter trarre le loro conclusioni e, prima ancora, per fare le proprie valutazioni sugli argomenti trattati nelle riunioni.

 

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