I titoli di stato per la prima volta nella storia italiana hanno fatto registrare in asta rendimenti lordi negativi. Il Tesoro ha collocato tutti gli 1,75 miliardi di Ctz biennali con un rendimento sceso a -0,023%. Questo fa sì che gli investitori si rivolgano a prodotti più remunerativi quali i conti deposito. Vediamo perché. 

L’azione perpetrata da Mario Draghi e dalla BCE ha indotto i rendimenti negativi dei titoli di stato di molti governi che hanno registrato record negativi storici con impatto sui bilanci dovuti al minor costo del debito pubblico. Per i governanti è chiaro che sono tutte buone notizie ma per chi cerca un prodotto sul quale investire, le attenzioni da avere sono differenti.

>Livelli pre-crisi, per tornarci serviranno molti anni

Un investitore che voglia far fruttare i risparmi, di questi tempi non deve rivolgersi ai titoli di stato ma ai conti deposito che offrono tassi d’interesse più elevati anche se non sono più ai livelli esagerati di qualche anno fa quando mettere da parte dei soldi in un conto anche non vincolato, poteva assicurare il 5% degli interessi sul capitale portato in banca.

L’investimento in conti deposito, tra l’altro, è conveniente anche per altri motivi: non prevede spese. Questo in generale, poi c’è anche da dire che con alcune banche il cliente non è tenuto nemmeno a pagare l’imposta di bollo. Si tratta di una misura sperimentata negli anni dagli istituti di credito per raggranellare quanti più investitori possibile intorno alle loro proposte finanziarie.

Pochissimi rischi e nessuna spesa fanno dei conti deposito delle alternative remunerative e interessanti per i clienti delle banche.

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