Farmaceutica, Teva vuole acquisire Mylan

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C’è aria di grossi cambiamenti all’interno del comparto farmaceutico, interessato negli ultimi mesi da numerose operazioni di acquisizione e fusione.

La azienda israeliana Teva, leader nel mercato dei generici e proprietaria del trattamento Copaxone per la sclerosi multipla, mette sul piatto 82 dollari per azione per acquistare la rivale Mylan, che ha un valore di mercato di 33,3 miliardi di dollari. L’operazione non sollecitata vale 40,1 miliardi di dollari e sarà al 50% in azioni e al 50% in contanti. L’offerta rappresenta un premio del 37,7% sul prezzo delle azioni Mylan al 7 aprile scorso, il giorno prima del lancio da parte della stessa Mylan di una proposta di acquisto sull’irlandese Perrigo. Rispetto al 10 marzo scorso, l’ultimo giorno di scambi precedente all’inizio delle voci su una possibile transazione tra Teva e Mylan, il premio è del 48,3%.

“La nostra Proposta è convincente per gli azionisti sia di Teva sia di Mylan”, ha dichiarato in una nota Erez Vigodman, presidente e amministratore delegato di Teva. Vigodman ha sottolneato di “avere rispettato a lungo il business di Mylan e siamo fiduciosi che il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Mylan siano d’accordo nel pensare che la nostra proposta rappresenta un’alternativa più attraente per Mylan e i suoi azionisti rispetto all’acquisizione proposta da Mylan su Perrigo”.

Yitzhak Peterburg, presidente del cda di Teva, ha aggiunto che la proposta è stata approvata all’unanimità dal board della società.

Secondo il comunicato del gruppo israeliano, l’azienda combinata avrebbe ricavi pro forma 2014 per 30 miliardi di dollari e un ebitda (margine operativo lordo) pro forma da circa 9 miliardi. Nel 2016 il flusso di cassa sarebbe di oltre 6 miliardi, i ricavi di oltre 30 miliardi e l’ebitda di più di 10 miliardi. Due anni dopo, il flusso di cassa è visto superare quota 8,5 miliardi, i ricavi sono stimati a 33 miliardi e l’ebitda a 13 miliardi. L’operazione permetterebbe a Teva di consolidare la sua posizione nel settore dei farmaci generici, dove la concorrenza delle società indiane si è fatta sempre più forte.

 

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