Tra due anni, con la riduzione del costo per le imprese dal combinato Ires-Irap, l’obiettivo del Governo sarà quello portare il costo della tassazione sul profitto al 24%, ovvero un punto sotto la Spagna.

A dichiararlo è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la Conferenza degli ambasciatori italiani alla Farnesina, descrivendo le misure con cui diminuire la pressione fiscale nei prossimi anni.

Attualmente, il combinato Ires-Irap porta l’imposta sul profitto più o meno al 31,4% in Italia; la Germania è al 30, la Francia è sui medesimi standard, la Spagna è al 25. L’Italia vuole andare un gradino sotto la Spagna, l’obiettivo è il 24 per cento. Così Renzi:

Dobbiamo far scendere il debito pubblico e tutta l’operazione di riduzione delle tasse la faremo facendo calare la curva del debito. Dal 2016 la curva del debito torna a scendere, nel quinquennio 2014-2019 avremo una riduzione della pressione fiscale di circa 50 miliardi di euro.

Dinanzi agli ambasciatori, Renzi ha dichiarato che l’Italia non è più il Paese delle tasse. Ciò si è verificato in seguito alle riforme già fatte e a quelle programmate per i prossimi anni, dove appunto dovrebbe realizzarsi il calo della pressione fiscale per 50 miliardi di euro. Altro asset di cui è stato dotato il Paese e che ha garantito una svolta nella percezione dell’Italia, e ancor prima una svolta rispetto al numero di occupati, è il Jobs Act.

Tuttavia, le riforme economiche e fiscali, ha sottolineato Renzi, vengono dopo la riforma delle istituzioni. Dove, ha rammentato il premier, si è partiti dalla revisione delle Province e si è proseguito con l’accoppiata legge elettorale-riforma costituzionale.

 

 

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