Investimenti, bene i Fondi dei Paesi Emergenti. Ma gli italiani offrono performance superiori

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 Negli ultimi sei mesi  i fondi Paesi emergenti, con il +17,18%, rappresentano la categoria di prodotti azionari che ha fatto registrare le performance più sfolgoranti di categoria: precedono, nell’ordine, gli azionari Pacifico (+14,74%), gli azionari America (+10,34%), gli azionari globali internazionali (+9,36%), gli azionari Italia (+5,86%), gli azionari Europa (+1,41%) e gli azionari area euro (+0,15%).

Sicuramente hanno avuto un buon recupero dopo la forte correzione registrata nella scorsa estate e difatti i risultati  a 12 mesi vedono i fondi azionari Paesi emergenti a +11,31%, dinanzi agli azionari Pacifico (+8,25%) agli azionari Europa (+9,54%) ma molto lontani dagli azionari Italia (+20,89%), guide incondizionate nella classifica a un anno. Rimane però la questione che negli ultimi sei mesi, chi ha sottoscritto fondi determinati sui listini dei paesi in via di sviluppo sono stati certamente quelli più soddisfatti dai rendimenti. In realtà sono stati  in pochi ad averci creduto, dando la preferenza ad altre piazze finanziarie dei paesi sviluppati che, però, hanno dato ritorni inferiori. Tutto ciò deve essere di monito per i risparmiatori, soprattutto per quelli che hanno un profilo di rischio superiore, cioè che acconsentono ai saliscendi delle Borse anche abbastanza improvvisi e estesi pur di incassare grandi extra rendimenti.

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Le loro valutazioni di investimento devono avere due profili: uno strutturale, di lungo termine, e uno tattico, di breve periodo. Il  primo deve includere la visione dei mercati azionari nei prossimi tre anni, mentre quello tattico, di minor peso, deve essere aperto a tutte le occasioni dei mercati azionari: da quelle di origine geografica a quelle settoriali, da quelle legate agli stili di gestione (growth, value) a quelle incentrate sulle taglie dei titoli (large,medum, small cap), da quelle a ritorno assoluto a quelle di tipo long / short che sfruttano sia le posizioni al rialzo (long) che quelle al ribasso (short).

 

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