Investimenti, i Mercati azionari potrebbero scendere bruscamente

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Nel settembre 2013 scrissi che bisognava ragionare in termini relativi piuttosto che assoluto e ancora oggi ne sono convinto.

In quel momento dicevo che poteva esserci tempesta da tutte le parti e che magari in qualche luogo ci sarebbe stato soltanto il cielo coperto e le azioni mi sembravano un posto relativamente più interessante delle obbligazioni, se analizzate secondo l’approccio del rapporto rischio-rendimento, spiega Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame asset management. In realtà abbiamo poi avuto modo di vedere che la Fed ha continuato a tenere aperto il suo ombrello protettivo e il rally obbligazionario è proseguito con un ulteriore 3% di apprezzamento mentre le azioni americane si sono rivalutate di quasi il 20%. Questo è il punto più interessante: non solo si sono apprezzate entrambe le asset class più importanti ma anche i corporate bond e gli high yield. Nonostante tutto sia ora più costoso, è pur sempre vero che occorre operare dei distinguo perché ci sono degli investimenti che rimangono indubbiamente più interessanti di altri. 

Recentemente ho letto un articolo che definiva i mercati una polveriera e parlava di price earning medio delle azioni americane a 27, condizione che si sarebbe verificata solo prima della grande crisi. Non ho onestamente capito dove sia stato originato quel dato visto che il P/e dell’S&P500 prezza circa 17 volte gli utili, il Dow Jones Industrial 15 e il Nasdaq 34. Forse sarà arrivato facendo la media dei tre. Ma se i mercati sono effettivamente una polveriera, dove dovremmo rifugiarci?

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Io credo che le Banche centrali sappiano perfettamente che i rischi possono diventare sistemici da un momento all’altro, specialmente con questo enorme stock di debito accumulato, e continuino a pilotare un’economia sempre più di carta in attesa che quella reale, prima o poi, acceleri.  In assenza di valide alternative non modificherò l’asset allocation, anche se comincio a notare alcuni segnali che mi fanno presagire che qualche perturbazione possa sopraggiungere a breve sui mercati.

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