La fattura dice se l’acquisto è privato o per la ditta

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Il recepimento della direttiva europea che disciplina la fatturazione è avvenuto nel decreto salva infrazioni. Il recepimento doveva essere simultaneo in tutti gli stati membri dell’Unione ma l’Italia si è fatta attendere. Adesso le nuove regole dovranno essere rispettate a partire dal primo gennaio 2013.

Una parte della normativa è stata già assorbita ed è attiva dal primo dicembre 2012, giorno in cui sono entrate in vigore le nuove regole sull’IVA per cassa che comunque comportano modifiche sostanziali in relazione ai pagamenti e alla detrazione sugli acquisti del contribuente.

Abbiamo già parlato delle regole generali per l’IVA contenute nel decreto salva infrazioni, abbiamo anche approfondito il tema dei tempi della fatturazione e quello delle indicazioni obbligatorie da inserire. Adesso passiamo a considerare il tipo di operazione IVA.

Uno degli obiettivi della normativa europea, infatti, è quello di qualificare l’acquisto fatto dai clienti, classificandolo sulla base del loro reale utilizzo. Per esempio, in Italia, nel momento in cui un possessore di partita IVA agisce nell’esercizio di impresa, arte o professione, deve usare sempre e necessariamente la partita IVA. Nel caso in cui agisca per acquisti privati deve invece indicare soltanto il codice fiscale. La stessa cosa capita per gli enti non commerciali.

Tutti dovranno sempre indicare se si tratta di un acquisto personale o istituzionale.

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