Tiene banco ancora la nuova riforma del catasto. Secondo l’Uppi essa trasformerebbe la casa da “bene rifugio nel nucleo familiare e garanzia del benessere delle famiglie italiane” a “bersaglio immobile” dal quale il fisco nazionale e locale potrà attingere per ricavare le risorse necessarie a soddisfare le sue esigenze legittime, illegittime e talvolta inconfessabili, quando e come lo desidererà. 

Alquanto perentorio il parere dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, che ha proseguito con una vera e propria contestazione dell’entrata in scena del ‘valore patrimoniale, capace di determinare un’imminente tempesta sugli immobili.

Stando all’Uppi, la revisione del catasto dei fabbricati (previsto dall’art.2 della Delega Fiscale approvata ieri in via definitiva dalla Camera), non è un’innocua revisione del catasto, ma il principio di una nuova impostazione del sistema fiscale e finanziario che va a introdurre una tassazione dove il bene immobile diventa ostaggio del fisco.

Continua, poi, l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari:

E’ evidente che l’introduzione del valore patrimoniale e delle sue non chiare modalità di determinazione, distinto e diverso rispetto al valore reddituale delle unità immobiliari, è chiaramente finalizzato a tassazione del patrimonio. Una tassazione del genere, aggiunta a quella del reddito è tale, conclude l’Uppi, da determinare un principio di progressiva erosione del bene e presenta caratteristiche di incostituzionalità determinando una grave ingiustizia sociale.

Appare tuttavia chiaro che nelle prime pagine dell’agenda del Premier incaricato Matteo Renzi ci sono le riforme. Il nuovo governo, come ha annunciato lo stesso Renzi, dovrebbe partire con una riforma al mese in media. Questo il ritmo prestabilito: si parte dalla legge elettorale e dalle riforme costituzionali che saranno pronte entro febbraio. A marzo toccherà al lavoro, ad aprile alla Pubblica amministrazione. I primi cento giorni saranno chiusi a marzo con il fisco.

 

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