Decreto Lavoro, tutte le novità in arrivo per l’apprendistato

 Il decreto lavoro in attesa di approvazione oggi alla Camera prevede una serie di importanti novità che riguardano i contratti a termine, l’apprendistato e i servizi per il lavoro.

Come per i contratti a termine, le novità previste dal Decreto lavoro in materia di apprendistato mirano a rendere più agevole l’assunzione dei giovani, e quindi il loro ingresso nel mondo del lavoro, e a diminuire il carico fiscale e burocratico delle imprese.

Decreto Lavoro, tutte le novità in arrivo per i contratti a termine

 Oggi in Parlamento si discute di Decreto Lavoro, una parte fondamentale del Jobs Act di Matteo Renzi che, a meno di rivolgimenti dell’ultimissimo minuto, dovrebbe ricevere la fiducia, anche se tra mille polemiche e discussioni tra le varie parti.

Rispetto al testo originario, un documento composto da sei articoli suddivisi in due macro sezioni, sono state apportate alcune modifiche, che analizzeremo di seguito insieme a tutte le novità previste dal Decreto per il mondo del lavoro.

Spesometro 2014: tutte le spese controllate dal Fisco

 Lo Spesometro è entrato ufficialmente in funzione con la scadenza di ieri che ha visto circa 5 milioni di contribuenti tra imprese, professionisti, commercianti e artigiani comunicare al Fisco i dati relativi alle cessioni di beni e le prestazioni di servizi prestate e ricevute per importi superiori a 3.600 euro.

Lo scopo del Fisco è quello di incrociare questi dati con quelli presenti nelle banche dati per scovare i possibili evasori fiscali, cioè coloro che hanno un tenore di vita superiore a quanto effettivamente potrebbero permettersi in base a quanto dichiarano.

Il bonus Irpef non è per tutti: gli esclusi e le nuove tasse da pagare

 Nella busta paga di maggio, ovvero quella che si incasserà a giugno, i lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuo compreso tra 8 e 24 mila euro vedranno lievitare il loro stipendio mensile di 80 euro. E’ il bonus Irpef promesso e varato dal Governo Renzi, un aiuto concreto per le famiglie in difficoltà che però sembra non soddisfare.

Infatti, da questo bonus sono state escluse alcune delle categorie di lavoratori più deboli, come gli incapienti, e soprattutto le Partite Iva, categoria, questa, già piuttosto pressata dalle tasse che erodono una larga parte del loro guadagno.