Partite Iva, le aperture sono in netto calo

Poco incoraggianti i dati riguardanti il mese di luglio. Il report proviene dal ministero dell'Economia, il quale certifica che ne sono state aperte 37.512 e, in confronto al luglio dell'anno precedente, segna una flessione pari all'8,4%.

13 Settembre 2016 09:410 commentiVisualizzazioni: 24

Una netta riduzione dell’apertura delle partite Iva rispetto allo scorso anno. A renderla nota è il ministero dell’Economia, il quale certifica che ne sono state aperte 37.512 e, in confronto al luglio dell’anno precedente, segna una flessione pari all’8,4%.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 68,4% delle nuove partite Iva è stato aperto dalle persone fisiche; il 25,5% dalle società di capitali, il 5,2% dalle società di persone. La percentuale dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari allo 0,9%. Rispetto al mese di luglio 2015 si rileva un calo del 13,6% di aperture per le società di persone, mentre per le società di capitali il calo è stato dell’-8,8% e per le persone fisiche del -7,6%. Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,7% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 23% al Centro ed il 34,2% al Sud ed Isole.

Se facciamo un confronto con il luglio del 2015 solo due regioni presentano incrementi molto consistenti. Parliamo della Basilicata (+129,2%), e della Sardegna (+0,5%). Sono invece rilevanti le flessioni che si registrano in Valle d’Aosta (-36,5%) e nelle Province Autonome di Trento (-20,3%) e di Bolzano (-19,4%). Il notevole aumento di avviamenti, riscontrato anche nei mesi precedenti, in Basilicata è dovuto al settore dell’agricoltura e riferito a soggetti giovani.

In relazione alla classificazione per comparto produttivo è il commercio a far segnare ancora il maggior numero di aperture di partite Iva (22,2% del totale), seguito dalle attività professionali (13%) e dall’agricoltura (9,3%). Confrontando i dati con le aperture del mese di luglio 2015, si registrano incrementi nella sanità (+20,5%) e nell’agricoltura (+8%); si segnalano invece cali di avviamento nei servizi informativi (-21,8%), nel commercio (-17,3%, che nonostante il calo resta il settore con un maggior numero totale di aperture) e nei servizi alle imprese (-14,1%).

Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile: il 62% delle partite Iva è stato aperto da soggetti di sesso maschile. Il 48,4% degli avviamenti è riferito ai giovani fino a 35 anni e circa il 33% a soggetti tra 36 e 50 anni.

 

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