Si allenta la stretta sul credito

 E’ stato pubblicato oggi il rapporto trimestrale della Banca Centrale Europea – Bce – in merito al tema del credito da parte delle banche in Europa.

Le banche concedono ancora pochi mutui

Nel periodo passato si era potuta osservare una generale stretta in relazione al problema del credito, cioè una generale riduzione dei prestiti che da quest’ ultime venivano in genere concessi.

Le banche hanno paura di fare prestiti

Si era così parlato anche, nei mesi passati, di un fondamentale problema di accesso al credito da parte di privati cittadini e imprese che andava ad iscriversi nel quadro già precario della crisi economica.

Notizie leggermente migliori, invece, arrivano oggi da parte del rapporto trimestrale stilato dalla  Banca Centrale Europea per il primo trimestre del 2013, nel quale si dice che le banche europee sono attualmente entrate in una nuova fase: quella di un generale allentamento della stretta relativa alla concessione dei prestiti.

Il nuovo trend finanziario sembra dovuto ad una certa riduzione della domanda dei prestiti, ma la Banca Centrale Europea sottolinea nel suo rapporto che il principale fattore di criticità per le Banche europee nel definire   le politiche sul credito rimane la sostanziale incertezza macroeconomica e che nell’ultimo periodo si è potuta registrare un’accelerazione nel calo della domanda rispetto a mutui e prestiti.

 

Mario Draghi chiede tassi ragionevoli per i prestiti alle PMI

 Il numero uno della Banca Centrale Europea Mario Draghi ha fatto un intervento molto duro questa mattina contro le banche europee che non concedono prestiti alle piccole e medie imprese mettendo in pericolo l’economia stessa dell’Unione.

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Secondo Draghi questa mancanza di credito nei confronti delle piccole e medie imprese è sconcertante e rischia seriamente di danneggiare tutta l’economia dell’Eurozona, perché le PMI costituiscono i tre quarti del tessuto produttivo e, quindi, dell’occupazione dei paesi dell’Unione.

La loro sopravvivenza è una parte determinate del percorso verso l’uscita dalla crisi e sono le banche ad avere una responsabilità in questo perché le piccole e medie imprese dipendono in maniera pesante dalle banche e dalla concessione dei crediti per gli investimenti, diversamente dalle grandi società che hanno un migliore accesso ai mercati del capitale e sono meno dipendenti dal settore bancario.

Allo stesso tempo, però, la dura critica di Draghi rischia di rimanere tale perché lo stesso governatore ha detto di non aver intenzione di sanzionare quegli istituti che non seguiranno le sue indicazioni.

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Per capire quanto poco credito le banche sono disposte a dare alle piccole e medie imprese si può esaminare l’esempio italiano, come ha fatto la Cgia di Mestre secondo la quale circa l’81% circa dei prestiti prestiti erogati dalle banche è concesso al 10% degli affidati, la migliore clientela, e solo il rimanente 19% è distribuito alle famiglie, alle piccole imprese ed ai lavoratori autonomi.

Come si estingue un prestito Inpdap

Può succedere che in periodi poco fortunati, sia obbligatoria una piccola o grande cifra in denaro, tanto per qualcosa di prettamente personale, quale ad esempio riparazioni di automobili o manutenzione della casa, quanto anche per dare una mano ad un componente familiare ad avviare un’impresa o a sponsorizzare un progetto. Succede sempre più di frequente, a dire il vero. Sono sempre di più, infatti, i privati che richiedono un prestito per ‘cambiare’ la propria vita o per ‘aiutarsi’ in un momento topico.

Modalità di un prestito Inpdap: la quinta parte dello stipendio o della pensione

Sono molti gli istituti di credito che elargiscono prestiti a tassi più o meno vantaggiosi, fissi o variabili, ma in particolare, anche l’Inpdap permette l’elargizione di piccole o grandi somme di denaro, da riversare con le cessioni della quinta parte dello stipendio o della pensione.

Durata dei prestiti

In casi del genere, tali prestiti si configurano per una durata quinquennale o decennale, ma a volte può anche succedere che ci si trovi con una somma di denaro tale da poter chiudere anticipatamente e quindi cancellare il prestito. Tutto sta nel capire come procedere in questi casi. In altri termini, come si estingue un prestito elargito dall’Inpdap?

Primi anni

In primissimo luogo è necessario fare una premessa di natura economica: la somma versata dall’istituto di credito non viene dilazionata in maniera equa durante tutto il decorso della durata del prestito, per cui durante i primi tempi, quello che viene pagato all’istituto di credito, sono i tassi di interesse. In altri termini paghiamo all’istituto le spettanze per aver avviato la strategia del prestito. Successivamente, negli ultimi anni, viene pagato il capitale richiesto. Appare dunque semplice comprendere come, se si ha la possibilità, è opportuno chiudere il prestito nei primi mesi, in maniera tale da avere un corposo risparmio nell’operazione.

Come richiedere l’estinzione del prestito

Al fine di richiedere l’estinzione del prestito è assolutamente opportuno che esso venga estinto nella sua totalità (non è possibile restituire una parte della somma totale), comprensiva della penale che viene applicata dall’istituto di credito (variabile dallo 0.50% all’1% dell’ammontare del denaro elargito, ma mai superiore all’importo complessivo degli interessi della durata residua del contratto).

Pagamento del debito netto

Al fine di procedere all’estinzione vera e propria, attuabile in qualsiasi momento a partire dal momento in cui avviene la concessione del prestito, è opportuno, in primo luogo, procedere al pagamento del debito netto (somma ottenibile mediante la visura delle cifre versate, direttamente richiedibile all’ente). Successivamente le operazioni da fare sono abbastanza delicate, ma nel contempo molto semplici: bisogna, infatti, scaricare e compilare la relativa modulistica presente sul sito dell’Inpdap in una sezione che contiene l’indirizzo specifico. Fatto ciò si potrà procedere con l’invio dei documenti all’istituto, che, entro due mesi dalla comunicazione, interromperà il prelievo della quinta parte dello stipendio.

Casi particolari: la mancata comunicazione all’ente

Attenzione ai casi particolari e alle modalità con le quali si comunica l’avvenuto invio del pagamento. Non basta solo compilare la modulistica, infatti. E’ assolutamente fondamentale assicurarsi che essa venga inviata in maniera corretta, verificando tutti i passaggi nei minimi dettagli. Qualora non venga avvisato l’Inpdap, l’istituto continuerà la sottrazione della quinta parte dello stipendio fino a diversa comunicazione del cedente.

Cosa spetta al cedente

Al cedente non spetteranno né le spese di bollo, né le spese di istruttoria, ma verranno restituiti le commissioni bancarie in relazione a quel che rimane del periodo di contratto e la quota dei premi assicurativi per infortunio o morte.

Estinzione del prestito: modalità

Una volta terminato, per un anno a partire dalla cessazione del contratto, non sarà possibile aprire ulteriori contratti di finanziamento con l’ente Inpdap.

 

Come funzionano i prestiti d’onore per gli studenti

 A volte finanziare i propri studi può configurarsi come una vera e propria impresa per uno studente universitario indipendente o per la famiglia di quest’ultimo, che non riesce a dare ogni mese la retta al ragazzo.

Per tale motivo è bene venire a conoscenza del fatto che le borse di studio non si configurano come l’unica soluzione per coloro che non dispongono dei fondi sufficienti per poter studiare.

Vi sono infatti numerose linee di credito destinate a quegli studenti che necessitano di un supporto economico esterno per potersi iscrivere all’Università o frequentare un Master, dei veri e propri finanziamenti strutturati ad hoc per quei giovani ai quali non verranno applicati tassi eccessivamente onerosi.

In virtù di queste tipologie di prestiti è possibile pagare le spese inerenti alle tasse universitarie, all’acquisto dei libri e in generale al mantenimento dello studente, soprattutto nel caso in cui quest’ultimo è anche uno studente fuori sede che deve tenere in considerazione ulteriori spese come ad esempio l’affitto di una stanza o di una casa e i relativi costi aggiuntivi che questa comporta.

Prestiti d’onore (fiduciari)

Questi prestiti vengono definiti d’onore o fiduciari e sono numerose le banche che mettono a disposizione suddetti finanziamenti, stipulando molto spesso accordi direttamente con gli atenei universitari.

Ad esempio, la Banca nazionale del Lavoro mette a disposizione un finanziamento che porta il nome di “Meritatamente“.
Si tratta, nello specifico, di un finanziamento che può essere richiesto nel caso in cui si soddisfano i requisiti minimi seguenti:
– età compresa tra i 18 e i 35 anni
– voto di diploma pari ad almeno l’80% del massimo
– media universitaria di 24/30 esimi
– voto di laurea pari al 90% del massimo

L’importo massimo che si può ottenere cambia in base a quelle che sono le destinazioni d’uso. Le destinazioni d’uso possono essere molteplici e spaziano dall’acquisto di un computer portatile, all’affitto di un appartamento, alla copertura delle spese inerenti alle già citate tasse universitarie. La durata muove da un periodo minimo di 6 mesi ad un massimo di 36.

Vi è poi il prestito proposto da Poste Italiane, la quale ha messo a disposizione un prestito rivolto agli studenti denominato “Bancoposta Studio” che possiede caratteristiche diverse. Tale servizio è rimborsabile con scadenza massima a 24 mesi.

I prestiti solitamente vengono rilasciati senza la necessità di presentare garanzie reali, personali o da parte di terzi, e senza la necessità di disporre di un contratto di lavoro e quindi di una busta paga.

Unica caratteristica richiesta è la residenza in Italia, condizione imprescindibile anche per gli studenti stranieri.

Tra i vari prestiti disponibili vi sono poi anche quelli elargiti da Unicredit “ad honorem”: finanziamento sull’onore rivolto a giovani universitari residenti in Italia di cittadinanza comunitaria ed extracomunitaria E’ aperto esclusivamente agli studenti degli atenei partner di UniCredit

Per riceverlo occorre rivolgersi alla propria Università, la quale indicherà i criteri di valutazione e l’esito. Verrà estesa una linea di credito in conto corrente UniCredit per un periodo variabile a seconda del corso di studi (periodo di fruizione) Al termine del periodo di fruizione, l’ammontare del denaro sfruttato rappresenterà, insieme agli interessi maturati, l’importo che verrà trasformato in prestito personale. Una volta conclusosi il ciclo di studi si potrà decidere se richiedere il “periodo di grazia”, ovvero un periodo di tempo, della durata massima di 2 anni , che lo studente potrà far trascorrere prima di iniziare a rimborsare il prestito e durante il quale matureranno solamente gli interessi:

– periodo di fruizione: da uno a tre anni (per studiare utilizzando il credito in base alle proprie esigenze)

– periodo di grazia: da zero a due anni (opzionale)

– periodo di rimborso: da uno a quindici anni (per restituire l’importo comodamente secondo le proprie disponibilità)

 

Come si ottiene un prestito personale

La situazione di evoluzione in ambito lavorativo, sociale ed economico ha portato di riflesso a numerose innovazioni relative alla gestione del denaro. Ne viene fuori che (come dice un proverbio sempre valido) “il lavoro nobilita l’uomo” e ciò che produce è denaro sotto forma di una remunerazione o stipendio. Per la maggioranza delle persone il denaro è fondamentale e obbligatorio per vivere. Non per tutti è così. Ci sono persone che si impongono altre forme di sostentamento.

Resta il fatto che l’attuale società è ormai schiava del consumismo e nel momento in cui molti anni fa non si avevano disposizioni economiche di cui si necessitava per acquistare i prodotti secondari non si pensava tanto a cosa fare. Si era costretti a non fare acquisti.

Al giorno d’oggi, al contrario, per avere anche quei beni di cui non necessitiamo in maniera particolare, talvolta scegliamo di usufruire di prestiti personali, finanziamenti o carte di credito. Vi sono comunque persone che hanno bisogno di un prestito personale al fine di effettuare spese importanti ed urgenti e questa si configura come la soluzione più giusta.

Occorre prima di tutto informarsi presso banche o finanziarie ed, magari in un secondo momento, tramite il web poiché ci sono proposte differenti a livello di interessi e rateizzazione.

Appare opportuno visualizzare quali possono essere i tassi di interesse dal momento che se si ha la necessità di richiedere prestiti di una piccola somma di denaro con pochi interessi, è possibile ottenere un grande risparmio a confronto con altre proposte. Se si prolunga il tempo di rateizzazione si aggiungono interessi sul totale da far tornare indietro.

Appare dunque scontato che il modo migliore è quello di richiedere un prestito personale di modica somma e propendere poi per una rateizzazione che sia il meno possibile invasiva o comunque che comporti rate che vada a pesare poco sul bilancio mensile della famiglia.

Un consiglio utile è quello di non chiedere prestiti se non si ha l’intenzione di pagare a rate il rimborso alla finanziaria poiché successivamente si viene aggiunti ad una categoria di cattivi pagatori e di conseguenza non sarà possibile ottenere ulteriori prestiti o finanziamenti per qualsiasi forma di acquisto.

I finanziamenti ed i prestiti sono particolarmente comodi e hanno una notevole utilità per chi ne usufruisce nel migliore di modi poiché possono essere gestiti tranquillamente in virtù di tutte le condizioni presentate.

Carte di credito

Anche le carte di credito hanno la loro utilità ma il loro funzionamento è differente: hanno, infatti, un sistema di acconto e rimborso che viene rimandato al mese seguente. Da ciò si evince che chi non ha dimestichezza con questi strumenti preferisce informarsi per bene prima di accettare proposte simili.

Ottenere un prestito personale non è complicato: occorre fare attenzione alla proposta adeguata alle nostre esigenze e che consente un risparmio maggiore.

Requisiti per ottenere un prestito

I requisiti necessari per richiedere un prestito sono i medesimi che vengono chiesti ad esempio per un mutuo o per un finanziamento. Naturalmente è richiesta una garanzia perché la disponibilità di denaro data al momento non è nelle tasche di chi chiede un prestito. Di conseguenza, la compagnia finanziaria o banca deve verificare che colui che chiede un prestito sarà in grado di restituire la somma prestata con gli interessi. In caso di problemi del genere, la transazione e il contratto non sarebbero possibili.

E’ opportuno sottolineare che occorre disporre di un contratto di lavoro a tempo indeterminato al fine di assicurare la stabilità economica. Ci sono tuttavia anche dei casi particolari in cui si può disporre anche solo di un contratto a tempo determinato.

Calano i prestiti alle imprese e alle famiglie

 Bankitalia ha diffuso i dati relativi all’andamento dei prestiti nel mese di gennaio 2013 e le cifre non attestano ancora segnali positivi per l’economia italiana, in particolare nel rapporto tra gli istituti di credito e il settore produttivo e quello delle famiglie italiane.

I prestiti in Italia sono più costosi

Secondo questi dati, infatti, nel mese di gennaio 2013 i prestiti al settore privato hanno visto una riduzione su base annua pari all’1,6%, mentre quelli alle famiglie hanno invece fatto registrare, sempre su base annua, un calo dello 0,6%. Chiudono il quadro i dati relativi ai prestiti concessi a società finanziarie che sempre su base annua fanno registrare una flessione del 2,8%.

L’intero settore dei prestiti quindi si trova ancora interessato da un calo generale rispetto anche al relativo mese di dicembre 2012.

Anche i mutui costano di più nello Stivale

Accanto alla diminuzione dei prestiti, però, rimangono abbastanza stabili i tassi dei mutui, che rimangono invariati al 3,92% per quanto riguarda i finanziamenti erogati alle famiglie. Sale invece il tasso relativo all’erogazione di credito al consumo che si porta ad una percentuale del 9,59%.

Diminuiscono invece gli interessi sui soldi messi a conto corrente, ovvero gli interessi passivi sui depositi che arrivano a toccare la percentuale dell’1,17% perdendo altri punti percentuale rispetto la situazione che si poteva osservare nel mese di dicembre 2012 (1,25%).

Guida alla scelta e alla richiesta di un prestito personale

 Cos’è un prestito personale?

Un prestito personale è un tipo di finanziamento che si richiede ad una banca o ad un intermediario finanziario nel caso si abbia bisogno di liquidità per degli acquisti, appunto, personali. Infatti, la differenza principale tra un prestito personale e i prestiti finalizzati sta proprio nel fatto che per richiedere un prestito personale non è necessario dover giustificare l’utilizzo del denaro a cui si vuole avere accesso.

Quali sono i requisiti richiesti per ottenere un prestito personale?

Tutti coloro che hanno un reddito da lavoro –autonomo o da dipendente, sia che si abbia un contratto a tempo determinato o indeterminato- o da pensione possono fare richiesta di un prestito personale.

Oltre al reddito il richiedente il prestito personale deve soddisfare i seguenti requisiti:

– maggiore età

– meno di 75 anni di età

– dimostrabilità del reddito

– possesso di residenza in territorio italiano

Principali modalità di erogazione e di restituzione del prestito personale

Se si è in possesso di tutti i requisiti sopra elencati si può andare in banca o in un qualsiasi istituto di credito a richiedere il prestito personale. Va notato,  a questo punto, che il possesso di tutti i requisiti non implica una garanzia della concessione del prestito, in quanto la decisione finale spetta sempre all’istituto al quale ci si rivolge, che valuterà la concessione o meno del prestito in base ai propri standard.

Nel caso l’istituto conceda il prestito questo potrà essere erogato in due modi:

con bonifico bancario sul conto corrente indicato

con assegno assicurato che l’istituto fa pervenire direttamente alla residenza del richiedente

Per il rimborso del prestito personale ci sono varie alternative, le principali sono:

con addebito sul conto corrente indicato

con pagamento tramite bollettino postale

I criteri per la scelta del prestito personale più adatto alle tue esigenze

Di fronte ad un’offerta sempre più ampia delle banche riguardo a prestiti e finanziamenti, è normale avere un bel po’ di confusione sulla scelta dell’istituto al quale rivolgersi e, soprattutto, delle caratteristiche del prestito da scegliere. Vediamo quali sono i criteri sui quali basarsi per la scelta del prestito personale più adatto alle nostre esigenze.

Convenienza del prestito – Il TAN

Tasso annuo nominale. Questo tasso indica il valore del tasso di interesse che la banca applica per calcolare l’ammontare delle rate mensili di restituzione. Ovviamente, a TAN bassi corrispondono cifre più basse per le rate di restituzione.

Il TAN, però, è solo una delle maggiorazioni che saranno apportate alla cifra richiesta per la sua restituzione, quindi, prima di scegliere, è opportuno anche controllare l’ammontare di tutte le spese accessorie

Le spese accessorie – Il TAEG

Il TAEG, Tasso Annuo Effettivo Globale, nome con il quale si raggruppano, oltre al TAN, tutte le spese accessorie di un prestito non legate a rimborso o interessi. Si tratta, in pratica, del costo del servizio che la banca vi sta fornendo, nel quale sono solitamente incluse:

– spese di istruttoria

– spese di incasso e gestione rata

– imposta di bollo o imposta sostitutiva

– spese di chiusura della pratica

– costo delle comunicazione che la banca o l’istituto fa periodicamente al cliente.

Come nel caso del TAN, minore sarà la percentuale del TAEG applicato, maggiore sarà la convenienza del prestito.

Obbligatorietà e costo della copertura assicurativa

Per prima cosa va specificato che non tutti i prestiti personali prevedono una copertura assicurativa. Nel caso il prestito che state scegliendo le preveda, va controllato anche il loro importo che può variare da istituto a istituto, perché andrà ad aumentare il valore della rata.

Conviene comunque sottoscriverla perché, anche se aumenta il costo del rimborso, nel caso di impossibilità alla restituzione dell’importo ricevuto sarà chi lo ha concesso a prendersi carico delle rate.