Il fisco contro l’evasione spudorata

 Il redditometro è diventato uno strumento molto importante per la lotta all’evasione fiscale, per la misurazione del reddito degli italiani, per l’efficacia della campagna elettorale. Secondo l’Erario il redditometro colpisce al cuore gli evasori più spudorati e oltre che controllare massivamente le dichiarazioni fiscali fornite, contribuisce alla pianificazione delle indagini mirate.

Quel che sta a cuore all’amministrazione tributaria è scovare le persone che a fronte della dichiarazione di un reddito esiguo, possono “vantare” spese non conformi, senza tra l’altro perdere le agevolazioni e gli sconti previsti dallo Stato sociale. Tra i furbetti non ci sono gli anziani perché per gli anziani non c’è redditometro che tenga.

Lo ha chiarito una circolare dell’Agenzia delle Entrate ribadendo i punti chiave del Redditometro. Per prima cosa scandaglierà le spese effettivamente sostenute: quelle certe legate a utenze, mutui, assicurazioni e prodotti simili. In secondo luogo si occuperà delle spese relative al mantenimento dei beni quali auto, moto, barche e via dicendo e poi prenderà in esame le spese di tutti i giorni, per esempio quelle per la spesa, per un’uscita in pizzeria con gli amici, per qualche capo d’abbigliamento.

Per le spese correnti non è necessario conservare gli scontrini, mentre è fondamentale mantenere la documentazione per le spese importanti e per le donazioni ricevute da altri, ad esempio un regalo in denaro.

173 milioni di euro dalle liti fiscali pendenti

 La storia delle liti fiscali pendenti non è certo una novità visto che tutto, almeno a livello normativo, è iniziato nel 2011. Nell’articolo numero 39 del Decreto Legge numero 98 del 2011, è stato stabilito che tutte le controversie fiscali che non superavano il valore di 20 mila euro, potessero essere chiuse con il pagamento di una somma percentuale inferiore alla “multa” stabilita.

Una specie di “condono” che in effetti ha avuto una ricaduta pratica molto importante, riportando nelle casse dello stato ben 173 milioni di euro.

Banca Mondiale chiede riforme e certezze

L’attività di liquidazione delle domande di definizione delle liti fiscali minori pendenti, comprendeva il pagamento di una percentuale diversa della somma dovuta, in base allo stato del giudizio e in base alla pretesa in contestazione. L’impegno profuso dall’Agenzia delle Entrate è stato enorme poiché sotto l’esame dell’Erario ci sono finite ben 130 mila domande.

In seguito al primo controllo sono risultate regolari soltanto 119 mila istanze di cui 4500 pendenti in corte di Cassazione, 77.000 pendenti in Commissione tributaria provinciale, 33.000 pendenti in Commissione tributaria regionale e 4.500 pendenti in Commissione tributaria centrale.

Gli accordi fiscali con la Svizzera

A livello geografico l’Erario ha riportato che la Regione con il più alto numero di contenziosi aperti da esaminare è stata la Sicilia, seguita dalla Campania, dal Lazio e dalla Lombardia. Per le 11 mila domande scartate è stata inviata la motivazione dello scarto ai richiedenti.

Funzionamento redditometro

Il Redditometro dovrebbe essere attivo a partire dal mese di Marzo. E’ dunque opportuno ribadire il suo funzionamento: consumi e tenori di vita saranno confrontati in base alle fonti di reddito dichiarate senza fare riferimento a controlli patrimoniali e bancari incrociati. Per arrivare allo scopo sono state censite 100 voci di spesa, successivamente suddivise in due gruppi che verranno elettronicamente esaminati e sommati per ogni contribuente. Il primo deriva da spese fatte in Italia, dagli immobili, alle auto, ai movimenti di capitali, alle utenze, ai mutui, alla sanità privata alle ristrutturazioni. Il secondo è quello rilasciato dallo stesso contribuente: a partire dalla dichiarazione dei redditi dove avranno un peso sensibile le “deduzioni”, dai mutui alle assicurazioni alle ristrutturazioni.

Redditometro franchigia al 20%

Per quanto riguarda invece i consumi correnti, come alimenti, abbigliamento o sport saranno utilizzati i dati dell’Istat: saranno, in ogni caso, pensati e presi in base al luogo e al tipo di famiglia presa in esame e attribuiti “figurativamente”. Inoltre verranno calcolati e tenuti in considerazione anche gli incrementi patrimoniali dell’anno e il risparmio dell’anno.

Tolleranza 20%

Il Redditometro contemplerà un margine di tolleranza del 20% tra reddito dichiarato e spese accertate oltre il quale il fisco chiederà al contribuente le spiegazioni del caso. C’è tuttavia da considerare un’ulteriore franchigia: qualora il discostamento del 20% dovesse essere inferiore ai 12mila euro l’anno, il controllo non verrà effettuato. L’extra bonus di mille euro funge, quindi, a correggere gli errori dovuti all’applicazione delle medie Istat.

Redditometro franchigia al 20%

 Il nuovo redditometro entrerà in vigore a Marzo e l’Agenzia delle Entrate sta specificando come funziona. Le informazioni fornite sembrano maggiormente rassicuranti.

Non ci saranno accertamenti per le differenze tra il reddito dichiarato e quello ricostruito fino al 20%. Si potrà dimostrare la congruità delle spese senza conservare ogni scontrino. La multa per chi verrà scoperto come evasore sarà del 30% sulla parte eccedente.

Niente Redditometro per i pensionati

L’obiettivo del fisco con il nuovo redditometro è quello di recuperare più dei 13 miliardi di euro di evasione fiscale che sono stati accertati l’anno scorso. Il nuovo strumento considera i redditi dal 2009 e ogni anno saranno effettuati circa 40 mila controlli. Secondo alcuni dati, le persone dove il rapporto tra spese fatte e reddito percepito è incoerente sarebbero circa 4,3 milioni. Stanarli tutti è molto difficile e in Italia l’evasione fiscale è di circa l’8% del Pil.

Modifiche Redditometro

Il modo in cui funziona il nuovo redditometro è molto semplice. Si farà un confronto tra le spese e lo stile di vita e le fonti di reddito. Le incongruenze saranno approfondite in base all’entità che presentano, mentre non ci saranno controlli patrimoniali e bancari incrociati perché non necessari. Il nuoco redditometro considera 100 nuove voci di spesa che sono state divise in due gruppi.

Il primo considera lespese fatte in Italia. Il secondo è quello che comunica il contribuente. Per le spese correnti saranno considerati i dati dell’Istat.

Niente Redditometro per i pensionati

 Il nuovo redditometro fa discutere e l’Agenzia delle Entrate sta comunicando delle specifiche che chiariscono il suo funzionamento e a chi si rivolge. I pensionati saranno fuori dal nuovo redditometro, a parte i finti poveri. È questa la news comunicata dell’Agenzia delle Entrate per chiarire i dubbi e le paure sui controlli fiscali che riguardano anche i pensionati.

► Parametri, spese e spia del Redditometro

In particolare, il nuovo redditometro punta solo ai casi più eclatanti, mentre per giustificare le spese i pensionati possono dare anche solo delle spiegazioni logiche senza il bisogno di portare documenti.

Modifiche Redditometro

In un comunicato l’Agenzia delle Entrate ha così voluto chiudere le polemiche che stavano nascendo su alcuni giornali e che riguardavano appunto l’eventuale controllo sui pensionati. Si temeva che le spese mediche fossero considerata per maggiori approfondimenti fiscali sul reddito dei pensionati, ma il comunicato ha chiarito che questo non avverrà.
L’obiettivo del nuovo redditometro è quello di individuare i contribuenti che presentano molte spese e un basso reddito. Lo strumento partirà a Marzo e considererà i redditi dal 2009 in poi.

Quanto vale il Redditometro

Per i pensionati non ci saranno quindi controlli particolari e non saranno considerate le spese mediche, ma quelli che sono i finti poveri saranno cercati. L’obiettivo del nuovo redditometro e quindi fare delle indagini fiscali su quei casi particolari in cui il rapporto tra spese fatte e reddito percepito e veramente esagerato.

Per gli anziani non c’è redditometro che tenga

 Se il Redditometro è stato studiato per stanare gli evasori, sembra che tra i pensionati, questa categoria di furbetti, non sia presente. E’ questa la ratio che sottosta alla decisione dell’Erario di non applicare lo strumento appena messo a puntino, a chi percepisce un assegno pensionistico.

Il redditometro deve considerare anche le famiglie

Entriamo nel merito della questione attraverso la guida di un articolo del Sole 24 Ore che, come molti altri giornali, fa riferimento ad un comunicato stampa delle Entrate, in cui si parla dell’esclusione dei pensionati dal redditometro. Le parole dell’Erario sono le seguenti:

“I pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro, che è uno strumento che verrà utilizzato per individuare i finti poveri e, quindi, l’evasione “spudorata”, ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire.”

I pensionati, quindi, non possono essere considerati dei finti poveri e il Redditometro (comprensivo di Tabella A e Tabella B per spese e nucleo famigliare) deve scartabellare soltanto i dati più eclatanti di scostamento tra i redditi percepiti da un contribuente e il tenore di vita mantenuto. In pratica si andrà a verificare perché ci sono casi in cui ad una elevata capacità di spesa corrisponde un reddito esiguo, al punto che si ottengono anche agevolazioni dello Stato ed altri sconti.

Praticamente non saranno quasi mai presi in considerazione gli scostamenti al di sotto dei 12 mila euro.

Modifiche Redditometro

 Ecco come potrebbe cambiare il Redditometro. Si parla di un nuovo provvedimento legislativo per modificare in senso più esplicito la conformazione dello strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per calcolare autonomamente il proprio reddito e verificare che sia congruo con le spese effettuate.

MODIFICHE

Come? Diminuendo o addirittura cancellando la componente statistica, che convive con la statistica proveniente dai dati effettivi inerenti al contribuente (ricavati dalle banche dati del fisco e di altri organismi pubblici).

► Tabella A del nuovo Redditometro

È palese che i valori medi di consumo delle famiglie, anche se calibrati in virtù della loro numerosità e della residenza geografica, possono non fotografare la situazione dei singoli.

DISCREPANZE

L’accentuazione del ruolo dei dati effettivi di spesa non dovrebbe però modificare l’impostazione di fondo, fondata in altri termini sul confronto tra la capacità di spesa come ricostruita dall’amministrazione finanziaria e il reddito dichiarato dal contribuente. La potenziale incoerenza dovrebbe in prima battuta rappresentare un deterrente per il contribuente, stimolandolo ad un comportamento più corretto in sede di dichiarazione.

Qualora successivamente essa dovrebbe concretizzarsi in un’effettiva discrepanza, darebbe il via libera all’intervento del fisco sottoforma di indagine, con la possibilità per l’interessato di fornire le proprie spiegazioni anche prima dell’avvio formale dell’accertamento. Che non sarebbe comunque un accertamento di massa.

 

 

Secondo Tremonti necessaria altra manovra

 L’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti questa mattina è stato intervistato da RTL nella sua nuova veste di leader del movimento Lavoro e libertà. Secondo Tremonti i conti fatti dal governo tecnico non corrispondono a verità e molto presto si renderà necessaria una nuova manovra finanziaria dal valore di circa 14 miliardi di euro.

Quanto vale il redditometro?

Secondo l’ex ministro, la crisi non sta per finire, anzi, lo spettro della recessione incombe ancora sull’economia e, se non verranno fatti degli aggiustamenti di tiro sulle ultime riforme varate, il rischio sarà sempre maggiore. Tra le sue preoccupazioni anche il Redditometro, uno strumento

esteso a così vasto spettro, basato su statistiche di massa, di riflesso così intrusivo.

Monti vuole abolire il Redditometro

Il nuovo esecutivo non cancellerà la riforma del lavoro

Ma non solo. Secondo Tremonti, inoltre, il Redditometro non è nemmeno un’idea dell’attuale governo, in quanto la norma che ne è alla base – quella che ha sostituito i simboli di ricchezza precedenti, trasformandoli nelle odierne cento voci, risale al maggio 2010 e, oltretutto, il provvedimento ha preso forma giuridica solo con il dm del 24 dicembre 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 4 gennaio 2013, con il Governo già dimissionario.

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Parole dure anche per la riforma del lavoro messa in campo dal Ministro Fornero

che come avrete notato è scomparsa – dice Tremonti a Rtl – E’ una boiata pazzesca e contro i giovani, perché li lascia fuori dal lavoro.

 

Quanto vale il redditometro?

 E’ la Cgia di Mestre a dare una prima stima di quanto arriverà nelle casse dello Stato grazie al Redditometro, il nuovo strumento messo in campo dall’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione fiscale.

Il dato emerso parla di un bottino piuttosto misero: ‘solo’ 815 milioni di euro, 700 dei quali arriveranno direttamente dai contribuenti che, per paura di essere scoperti, eviteranno di eludere il fisco e i restanti arriveranno dalle attività di accertamento vere e proprie.

Il Redditometro mette in crisi il mercato del lusso

Si tratta ancora di dati approssimativi che sono stati elaborati sulla base della Relazione tecnica relativa al Redditometro che risale, ormai, al maggio del 2010. Quindi, come ha sottolineato Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, forse è stato fatto tanto rumore per nulla.

Ai comuni mortali una cifra come 815 milioni di euro sembrano un’infinità di soldi, ma, se relazionati al mare di denari che circola nelle casse dello Stato, si tratta, appunto, solo di una goccia. Ovviamente sarà manna dal cielo per le casse pubbliche sempre in rosso, ma non tanta quanto sperato.

Come usare il Redditometro

Cosa aspettarsi dal Redditometro, quindi? Se non un bel po’ di soldi, almeno una reale stretta su evasori totali e su chiunque non paga quanto dovuto.

Il redditometro mette in crisi il mercato del lusso

 Il nuovo redditometro dell’Agenzia delle Entrate potrebbe colpire in particolar modo il mercato del lusso. Infatti, gli acquisti di beni di lusso, che vanno dai gioielli alle pellicce e alle auto fuoriserie, sono in diminuzione con un calo che è di circa il 30%.

Monti vuole abolire il redditometro

La base di questi dati è proprio il nuovo redditometro. Questo strumento è stato realizzato per stanare gli evasori e prevede 10 voci di spesa all’interno di 7 categorie. Dal mese di marzo l’Agenzia delle Entrate farà un confronto con i redditi dichiarati per vedere eventuali incongruenze. Queste, una volta riscontrate, dovranno essere poi spiegate altrimenti si passerà all’accertamento fiscale.

Come usare il redditometro

L’incrocio dei dati tra spese sostenute e redditi dichiarati sta portando molte persone a ponderare gli acquisti e a conservare le giustificazioni per eventuali richieste di chiarimenti.

I beni di lusso sono quindi quelli che maggiormente potrebbero risentire degli effetti del nuovo redditometro. C’è il rischio che chi ha possibilità di spendere dei soldi eviti di farlo per paura di eventuali indagini. E in Italia la crisi dei consumi, non solo quelli di lusso, è già presente con dati che dimostrano come questa sia anche in aumento. Dai gioielli alle pellicce, si lavora soprattutto con i clienti stranieri.