Anche un gigante come Apple deve bassare la testa: lo fa dopo tredici anni di crescita ininterrotta e con un risultato pur di massimo rispetto.

Ma per gli amanti della statistica, il secondo trimestre fiscale di Cupertino (gennaio-marzo 2016) passerà alla storia per essere quello del primo calo dal 2003 ad oggi: i ricavi sono scesi a 50,5 miliardi di dollari, dai 58 miliardi di dollari dello stesso periodo 2015. Il consensus era però pari a 51,97 miliardi. Insieme, sono calati anche gli utili netti: sono arrivati a 10,5 miliardi di dollari, in calo dai 13,6 miliardi dello stesso periodo dell’anno prima. I profitti per azione sono passati a 1,90 dollari da 2,33 dollari. Gli analisti si aspettavano un risultato pari a 2 dollari per azione. I margini lordi sono calati al 39,4% dal 40,8% dei primi tre mesi del 2016.

Insomma, dopo Alphabet (Google) e Microsoft, anche la società della Mela delude all’appuntamento con il bilancio. Non solo i numeri finanziari segnalano un rallentamento, un altro primato al contrario arriva dal calo annuale delle vendite di iPhone per la prima volta nei quasi nove anni di vita dello smartphone. Dalla trimestrale emerge anche che è sceso a 51,2 milioni il numero degli iPhone venduti nei primi tre mesi 2016. Nello stesso periodo del 2015 gli iPhone venduti erano stati circa 61 milioni.

Come se non bastasse, hanno deluso anche le stime sulle vendite per il trimestre in corso. Per il terzo trimestre fiscale, quello in corso, apple si aspetta ricavi compresi tra i 41 e i 43 miliardi di dollari contro previsioni del mercato per 47,3 miliardi. I margini lordi dovrebbero aggirarsi intorno al 37,5-38%.

 

 

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