Ue: Italia a rischio inadempienza del Patto di Stabilità europeo

Ue: Italia a rischio inadempienza del Patto di Stabilità europeo ma rimane sempre in piedi l'opzione flessibilità.

18 Novembre 2015 16:300 commentiVisualizzazioni: 16

Un comunicato di Confesercenti parla del rischio corso dall’Italia che potrebbe non adempiere agli impegni presi in base al Patto di Stabilità europeo. Un’informazione importante ma non catastrofica poiché c’è sempre l’opzione flessibilità in piedi. 

Il comunicato di Confesercenti dedicato al patto di Stabilità titola: “Valutare investimenti, riforme e piani di rilancio risanamento“. Quasi a sottolineare che alle PMI e alle industrie italiane manca ancora la programmazione economica. L’appuntamento comunque resta al 23 novembre, giorno in cui l’Eurogruppo discuterà le valutazioni della Commissione sui bilanci nazionali. Il comunicato:

L’Italia è uno dei Paesi dell’Eurozona i cui progetti di bilancio sono a “rischio di inadempienza rispetto ai requisiti per il 2016″ del Patto di Stabilità Ue.  Ad affermarlo è la Commissione europea, che però apre alla possibilità di margini di flessibilità sulla Penisola, in particolare se utilizzati per sostenere investimenti e riforme.

L’Italia, assieme a Austria e Lituania, è uno dei Paesi che attualmente non è sotto procedura correttiva (preventive arm), ma su cui vengano ravvisati rischi di inadempienza. A loro si aggiunge la Spagna, che invece si trova già in una situazione di corrective arm, sulla base delle regole del Two Pack sui conti.

Un altro gruppo di paesi (Belgio, Finlandia, Lettonia, Malta, e, fra quelli che non hanno ancora riportato il deficit/Pil sotto il 3%, anche Francia, Irlanda e Slovenia) è stato considerato dall’Esecutivo Ue come “adempienti a grandi linee” (“broadly compliant”). Per questi Stati membri potrebbe esserci “qualche deviazione dal percorso di aggiustamento verso l’Obiettivo di medio termine”.

I paesi con i progetti di bilancio 2016 conformi ai requisiti del Patto di Stabilità Ue sono solo cinque: Estonia, Germania, Lussemburgo, Olanda e Slovacchia.La Commissione chiede ai paesi a rischi di inadempienza e a quelli solo “a grandi linee” adempienti di “prendere le misure necessarie entro il processo di bilancio nazionale per assicurare che il bilancio del 2016 sia conforme al Patto di stabilità”.

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