In Europa l’inflazione è un problema che non trova una soluzione anche dopo le ultime manovre che il presidente Mario Draghi ha annunciato di attuare. In particolare il numero uno del istituto di Francoforte ha detto che saranno effettuate “nuove misure, se necessarie, per combattere un periodo troppo prolungato di bassa inflazione. L’Eurotower si impegna a mantenere gli attuali bassi tassi d’interesse per un periodo prolungato, di fronte a una ripresa moderata e a una bassa inflazione”.

In questo contesto economico, molto  convenienti risultano essere i Buoni fruttiferi postali, che sono in grado di assicurare buoni rendimenti. Tante  le nuove offerte proposte,  dai Buoni fruttiferi postali Europa, che assicurano un rendimento fisso e uno extra legato alle performance dell’indice EuroStoxx 50, ai Buoni dedicati ai minori, pensati per garantire ai ragazzi, al compimento del 18esimo anno di età, ai Buoni 7insieme, che ripagano il 2% del capitale per i primi sei anni e, alla scadenza, riconsegnano il capitale restante e il pagamento degli interessi maturati nel corso dei sette anni di vita del Buono.

Investimenti, bene i Fondi dei Paesi Emergenti. Ma gli italiani offrono performance superiori

Vanno  anche considerate le azioni e le obbligazioni legate all’andamento dell’inflazione: in un frangente in cui l’inflazione si attesta ai minimi storici dal 2009, si vedono in ogni caso performance positive dei fondi inflation-linked e, mentre l’indice generale dei fondi obbligazionari ha guadagnato il 3,67%, i fondi inflation linked in area euro hanno toccato il 4,26%, quelli Usa il 5,41% e quelli legati al caro vita del Regno Unito l’8,23%.

Intanto gli esperti suggeriscono, almeno in Italia, di essere prudenti sulle obbligazioni inflation linked fuori dall’area euro, in quanto vi sarebbero rischi valutari e suggeriscono di investire una quota non superiore al 10% del portafoglio in fondi inflation linked area euro.

 

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