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Bce, le eventuali manovre sui tassi

Le probabili mosse che il presidente della Bce Draghi potrebbe attuare in tema di tassi nella prossima riunione

 Le eventuali manovre che la BCE potrebbe implementare dal punto di vista dei tassi di interesse potrebbe rivelarsi inefficace: il margine di intervento sul costo del denaro è oramai minimo e pure un tasso di deposito in territorio negativo non assicurerebbe nessun miglioramento del meccanismo di trasmissione del credito dal sistema bancario a quello produttivo. In questa accezione le operazioni di LTRO non hanno migliorato le cose ed hanno avuto l’unico effetto di calmierare i tassi di interesse sui titoli di debito dei Paesi maggiormente in difficoltà, con comunque anche implicazioni negative su quelle banche che hanno fatto incetta di questi titoli, in quanto con i futuri stress test saranno comunque costrette a ricapitalizzarsi.

Per la Bce l’Italia deve ridurre il deficit

L’SMP a suo tempo implementato ha avuto effetti simili, mentre l’OMT è un’arma disponibile ma che gli stati difficilmente adotteranno date le pesanti condizioni a cui sarebbero chiamati se dovessero sottoscriverlo. Draghi da banchiere centrale probabilmente ha fatto il massimo di quanto lo statuto della BCE gli consentisse di fare; il problema sta proprio qui.

La Bce alle prese con l’euro rafforzato

In un mondo dove tutti gli istituti centrali stampano moneta e svalutano la divisa di riferimento, è evidente che l’unica banca che non lo fa’ si trova automaticamente con le polveri bagnate ed una valuta troppo forte e fuori controllo, spiega Davide Marone di Daily Fx. Vi sono perciò, date le attuali condizioni, i presupposti per vedere l’euro ancora apprezzarsi. Per assurdo, le banche centrali estere possono aiutare l’euro ad indebolirsi nel momento in cui dreneranno la liquidità che hanno immesso e quindi rafforzeranno le proprie valute. In questo senso, mercoledì sera la FED potrebbe dirci qualcosa in più.