E’ iniziata in BCE l’era di Christine Lagarde: un periodo che se la conferenza stampa da lei tenuta è un’anticipazione del futuro, di certo ci si dovranno aspettare azioni ben diverse da quelle alle quali si era abituati con l’ex presidente Mario Draghi.

Il problema politica di Christine Lagarde

Christine Lagarde non è un’economista ma una politica e di questo si è consci. Allo stesso tempo pero non è nemmeno una persona ignorante sul tema e non solo per il suo lavoro nel Fondo Monetario Internazionale: quel che deve capire lei stessa è che un atteggiamento troppo accomodante nei confronti della mondo politico non è adeguato per sostenere una corretta gestione della BCE in un momento come questo.

La Banca Centrale Europea, come tutti gli istituti simili, deve mantenere e richiedere rispetto per la sua indipendenza rispetto alla politica degli Stati senza sottolineare che non vi sia “niente di sbagliato” nel fatto che i banchieri centrali, i ministri ed i politici degli Stati membri “siano d’accordo nel fare gli sforzi possibili per raggiungere i loro rispettivi obiettivi“.

La BCE deve essere in grado di prendere decisioni, anche impopolari, senza che ricercare la collaborazione di ogni singolo membro dell’Eurozona.

La politica monetaria della banca centrale non deve andare d’accordo con la politica fiscale ma, come molti analisti sostengono, opporsi a quest’ultima se la politica esagera con le concessioni.

Il passo falso di Christine Lagarde

Il primo passo falso di Christine Lagarde in tal senso? Aver risposto ad una domanda, nel corso della sua prima conferenza stampa relativa all’Esm ed all’Unione Bancaria: un tema molto discusso tra i governi dell’UE, a propositi del quale si è schierata con il “collega” (lapsus rivelante, N.d.R) Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco, rispetto alle polemiche italiane sul tema. Un errore che sarebbe dovuto essere evitato perché ha mostrato un fianco che non avrebbe dovuto rispetto alla politica essendo la BCE teoricamente super partes. Una trappola in cui Mario Draghi non sarebbe caduto.

Mettendo alle spalle quel che è stato, diventa ora di primaria importanza che Christine Lagarde e la Banca Centrale Europea rimangano fermi ma tecnicamente equi nella loro posizione. Soprattutto in un momento geopolitici nel quale il comportamento della Fed e della BCE quasi si equivalgono in materia di politica monetaria. Con una sostanziale differenza: la Federal Reserve sta definendo i limiti del proprio lavoro, cosa ancora non accaduta in Europa: Un passaggio che deve verificarsi se si vuole che gli investitori considerino la strategia europea ancora “attuale” e conveniente nel 2021.

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