Quella di una completa revisione dei conti e degli apparati pubblici italiani è un’ urgenza ormai non più differibile. Lo ha affermato, proprio questa mattina, il Presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel corso della sua Relazione sul Rendiconto 2012.
Italia
Per Confindustria le misure del Governo sono ancora limitate
Se dalle ultime dichiarazioni rilasciate questa mattina il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini è sembrato essere abbastanza ottimista sulle possibilità di ripresa del mercato del lavoro italiano e dell’ intera economia nella seconda metà del 2013 – in funzione anche delle misure recentemente varate dal Governo, molto più cauto si è rivelato invece il pensiero dell’ Unione degli Industriali italiani, che ha recepito gli ultimi dati elaborati dal Centro studi di Confindustria.
Un ritorno alla lira favorirebbe occupazione e Pil
Perché Pil e occupazione trarrebbero vantaggi da una disgregazione dell’Euro e da un ritorno alla Lira? In primo luogo bisognerebbe osservare gli andamenti dell’occupazione, della disoccupazione e del PIL dei
Un ritorno alla Lira favorirebbe l’industria
La produzione industriale, fattore che agevola la Germania in virtù delle sue condizioni vantaggiose dal punto di vista monetario, rinascerebbe.
Ritorno alla lira: perché all’Italia converrebbe
Un’eventuale rottura dall’Euro avvantaggerebbe le economie periferiche, a danno della Germania.
L’ AEEG riferisce alla Camera sul prezzo dell’ energia
Il Presidente dell’ AEEG – l’ Autorità italiana garante per l’ Energia, Guido Bortoni, ha tenuto nel corso della giornata di oggi la sua annuale relazione alla Camera sull’ andamento dei prezzi del mercato dell’ energia in Italia e sulle conseguenze che quest’ ultimo ha sulle bollette che arrivano a casa degli utenti.
Il Tesoro rassicura sui conti pubblici
In seguito al grande polverone sollevato in queste ultime ore da una serie di articoli pubblicati su Repubblica e sul britannico Financial Times in cui si metteva in luce la possibilità che lo Stato italiano avesse contratto una perdita di circa 8 miliardi di euro nei conti pubblici attraverso la stipula di contratti derivati, da parte del Ministero dell’ Economia e delle Finanze di via XX Settembre non si è fatta attendere una breve, ma decisa replica.
La crisi di oltre 23 mila imprese italiane
Ancora dati negativi per il mondo dell’ imprenditoria italiana. Il primo trimestre del 2013 ha fatto segnare un vero e proprio record nel numero delle imprese protestate, ovvero nel computo di quelle aziende che hanno avuto delle difficoltà nel saldare i debiti con i propri fornitori oppure hanno comunque allungato i tempi per il saldo delle fatture.
