Mercati Usa partono bene all’inizio della settimana

 Buon avvio di ottava per gli indici statunitensi. Il Dow Jones Industrial Average evidenzia un incremento dello 0,75%, lo S&P500 dello 0,60% e il Nasdaq Composite dello 0,50%. A sostenere le piazze azionarie è stata la pubblicazione delle brillanti cifre trimestrali da parte di Citigroup.

Negli usa, scende la disoccupazione

 Dopo i festeggiamenti per l’indipendenza americana, che ci hanno fatto vivere un finire di settimana in linea con la poco volatilità che ha seguito il doppio appuntamento BCE / NFP, siamo pronti a considerare dei ritorni di volatilità, seppur non copiosi ma che possono per lo meno permetterci di operare, seguendo quali dinamiche?

Dollaro Usa in salita dopo i dati macroeconomici

 Ci si poteva aspettare un fragore assordante da parte dei mercati finanziari nella giornata che ieri non esitavamo a definire storica per via della concomitanza dei due più importanti market mover: le comunicazioni della Banca Centrale Europea e la pubblicazione sui dati del lavoro negli Stati Uniti d’America. L’occasione era di quelle speciali in quanto la coincidenza non ha precedenti per quello che riguarda almeno gli ultimi 7 ed 8 anni. La volatilità invece è stata appena discreta, con dollari generalmente acquistati e Borse ancora ai massimi.

Perchè l’Euro è l’unica moneta che non si può ne si vuole svalutare

  Durante l’ultima riunione del 5 giugno Mario Draghi ha deciso di tagliare i tassi di riferimento di 10 punti base, portandoli ad un livello che probabilmente non verrà più rivisitato a ribasso, portare i tassi di remunerazione sui depositi delle banche che possono accedere al circuito della BCE in territorio negativo ed implementare delle misure straordinarie di fornitura di liquidità al sistema bancario europeo.

Poche le novità nella riunione odierna della Bce

 L’ultima release relativa al mercato del lavoro americano ha rispettato pienamente le aspettative degli analisti e degli investitori, con 217 mila posti di lavoro creati ed un tasso di disoccupazione pari a 6.3%, sotto il livello di attenzione della Federal Reserve, threshold che è stato però abbandonato (quello del 6.5%) dopo l’abbandono da parte di Bernanke del timone dell’istituto centrale americano.