Piazza Affari chiude in parità

 Un avvio a stento e un recupero sul rotto della cuffia. Fa registrare una chiusura in parità la Borsa di Milano, che riequilibra nel finale le perdite al termine una seduta completamente in negativo.

L’indice Ftse Mib conclude sul -0,02% a 20.473 punti, mentre l’All Share segna un +0,02%. A far ripartire il mercato sono state Wall Street e le previsioni della Commissione europea che ha fatto progredire (di poco) il bilancio di crescita 2014 e 2015, dichiarando che l’Italia sta uscendo dalla recessione, anche se a ritmo dimezzato in confronto agli altri Paesi della zona dell’Euro.

Ue: Italia fuori dalla recessione

 L’Italia sembra essere fuori dal calvario recessione, anche se la ripresa procede ancora a rilento, a ritmo blando in confronto a quanto accade nel resto dell’Eurozona. Continua intanto il percorso di aggiustamento dei conti pubblici che dovrebbe permettere di accumulare la dote preziosa dell’avanzo primario.

Si dimette il cda Parmalat

 La maggioranza del consiglio di amministrazione della Parmalat, successivamente a un anno di indagini da parte della procura di Parma, ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni. La comunicazione è giunta nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione di martedì, in cui Gabriella Chersicla, Francesco Gatti, Yvon Guérin, Marco Jesi, Daniel Jaouen, Marco Reboa, Antonio Sala, Franco Tatò e Riccardo Zingales hanno diffuso la propria decisione, che avrà effetto dall’approvazione del bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013.

Crollo BitCoin, MtGox è sull’orlo del fallimento

 La criptomoneta BitCoin, nata cinque anni fa, continua a dare grattacapi ai trader. Arrivata al primo lustro di una vita fino a questo momento poggiatasi su un equilibrio instabile, il suo valore è crollato dopo una oscillazione imprevista.

Nel frattempo, a propagare il caos ci ha pensato la maggior piattaforma di trading di Bitcoin, ovvero Mt.Gox, che da qualche ora non è più raggiungibile.

Deficit strutturale in risalita nel 2015?

 La Commissione europea ha gli occhi puntati sull’Italia. In giornata ha ridimensionato la fiducia sulla crescita economica del nostro Paese nel 2014, facendo anche altre considerazioni riguardanti debito e deficit. Di cosa si tratta? Bruxelles ha osservato che il deficit strutturale successivamente a un atteso miglioramento nel 2014, in confronto al 2013, rischia di risalire nel 2015 allo 0,8% del Pil, in mancanza di efficaci misure correttive.

Cud, come fare la presentazione telematica

 La scadenza per presentare il modello Cud è il 28 febbraio quando i sostituti d’imposta dovranno inoltrare il modello sui redditi percepiti dai lavoratori nell’anno precedente. Il Cud dovrà essere presentato da datori di lavoro o ente previdenziale, che certificano i redditi percepiti nell’anno solare appena concluso.

Ue poco fiduciosa nella crescita economica dell’Italia

 C’è poca fiducia da parte di Bruxelles nell’Italia. La Commissione del ‘Vecchio Continente’ ci ripensa e, proporio quando essa sembrava sul punto di ingranare, ridimensiona la stima sulla crescita economica del nostro Paese nel 2014. Intanto, la ripresa economica coinvolge molti degli stati dell’Ue. Anche quelli meno forti, che hanno una disponibilità ridotta rispetto alle grandi potenze alzano la testa. E l’Italia invece?

Arrivano i primi bancomat di Bitcoin

 Dopo aver fatto il proprio debutto a Vancouver, in Canada, e a Helsinki, in Finlandia, giungono anche negli Stati Uniti i primi sportelli bancomat di Bitcoin. Saranno inaugurati a fine mese a Seattle ed a Austin la società del Nevada Robocoin la cui mira è quella di espandersi anche in Asia e in Europa.

Fiat, scintille con la Fiom

 Federico Bellono segretario torinese dei metalmeccanici della Cgil, in riferimento a quando accaduto all’assessorato regionale al Lavoro dove era in programma un incontro per la proroga di un anno di cassa straordinaria alle presse di Mirafiori ha commentato: “Avevamo apprezzato la novità della Regione di procedere a una convocazione non separata, purtroppo però abbiamo dovuto registrare l’incomprensibile volontà degli altri sindacati a non sedersi allo stesso tavolo con la Fiom”.