Il 2017 sarà l’anno buono? Le imprese sognano meno tasse, con il Governo sul punto di accontentarle. Si attendono anche il taglio dell’aliquota Ires dal 27 al 24% e l’Iri al 24%.

Il 2017 sarà l’anno buono? Le imprese sognano meno tasse, con il Governo sul punto di accontentarle. Si attendono anche il taglio dell’aliquota Ires dal 27 al 24% e l’Iri al 24%.

La capacità di spesa delle famiglie, dopo la piccola ripresa dello scorso anno, è nuovamente in calo. Così, scendono le vendite al dettaglio. Lo riferisce l’Istat confrontando i dati del luglio 2016 con quelli del luglio 2015. La sola buona notizia è che le vendite di beni alimentari hanno fatto segnare un +0,3%.

Il mercato immobiliare ha due facce: il fatturato è in crescita del 3,6% così come le compravendite residenziali (+14,6%). Ma i prezzi fanno registrare ancora una volta un calo.

Non ci sono dati macroeconomici da segnalare, nei prossimi giorni, per le Borse europee. Ma i mercati sono concentrati nel seguire le mosse delle banche centrali.

Una brutta notizia, l’ennesima brutta notizia, concernente il mercato del lavoro e i rapporti tra aziende e sindacati. In sintesi, nel mese di agosto il dato pubblicato dall’Inps fa registrare il minimo degli ultimi otto anni per quanto riguarda la cassa inttegrazione: sono state utilizzate 31,3 milioni di ore. Il calo è pari al 20,5%, invece, rispetto all’anno precedente

Un mercato automobilistico del Vecchio continente a due facce: dopo quasi tre anni luglio si chiude male, ma agosto mostra un evidente recupero.

Se la ripresa è una chimera, a crescere è il debito pubblico. In maniera molto evidente, peraltro. Quasi in automatico, con l’Italia che spende più di quanto guadagna lo stock di debito continua ad aumentare.

Sono passati ben dieci mesi dalla risoluzione di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti. Risoluzione che risale al 22 novembre 2015. Lunedì arriveranno i primi rimborsi forfettari per gli oltre diecimila obbligazionisti che si sono visti azzerare i bond subordinati per assorbire parte delle perdite registrate dalle quattro banche.

La ruota non gira a Siena, ed Mps continua a soffrire. La nuova grana arriva dritta dritta dal board di amministrazione della banca: riunitosi per la cooptazione e per la nomina di Marco Morelli in qualità di amministratore delegato del gruppo, l’istituto apprende delle dimissioni del presidente Massimo Tononi.
